Forum della base militante identitaria, sociale, rivoluzionaria - Il futuro dei lavoratori passa per Pomigliano
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FORUM DELLA BASE MILITANTE IDENTITARIA SOCIALE RIVOLUZIONARIA.

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 Il futuro dei lavoratori passa per Pomigliano
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il Guiscardo
Utente attivo

sandino


Regione: Emilia Romagna
Prov.: Piacenza


274 Messaggi

Inserito il - 22 giugno 2010 : 20:54:21  Mostra Profilo Invia a il Guiscardo un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Un voto «con la pistola puntata alla tempia» in un clima dentro la fabbrica «pieno, zeppo di intimidazioni con qualche capo che ha chiesto perfino di fotografare il voto». È il clima descritto da Mario Di Costanzo, Rsu Fiom, da 11 anni in Fiat «un'azienda per la quale prima andavo fiero, ora non più». In linea con il suo sindacato Mario oggi ha messo la croce sul no. «Marchionne con i 700 milioni di euro può comprare i macchinari, le automobili, se ne può andare in Polonia ma non può certo comprare la vita dei lavoratori - dice - ci vada lui a lavorare sulla catena. Noi non abbiamo intenzione di calpestare i nostri diritti». (ANSA).

El Pueblo Se Levanta!
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il Guiscardo
Utente attivo

sandino


Regione: Emilia Romagna
Prov.: Piacenza


274 Messaggi

Inserito il - 22 giugno 2010 : 21:01:49  Mostra Profilo Invia a il Guiscardo un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
“Quella in atto nello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco si conferma come una consultazione illegittima, nella quale la libera volontà dei lavoratori viene coartata e distorta.”
“In primo luogo, il quesito stesso della consultazione è evidentemente privo di validità, in quanto si chiede ai lavoratori se sono d’accordo o no a far venire la Panda nello stabilimento. Non si può domandare alle persone se vogliono lavorare o no, quando le condizioni di lavoro sono in deroga ai contratti e alle leggi e in contrasto con diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Un quesito di questo genere è quindi assolutamente privo di validità morale e legale.”
“In secondo luogo, la consultazione, che non ha nulla a che vedere con il referendum sindacale disciplinato dall’art. 21 dello Statuto dei diritti dei lavoratori (legge 20 maggio 1970, n. 300), si svolge in una giornata pagata ad hoc dalla Fiat, con pesantissime interferenze e pressioni da parte della Direzione aziendale: si va dalla presenza ai seggi di rappresentanti dell’Azienda, alla consegna ai lavoratori e alla proiezione nei reparti di dvd che invitano a votare sì. Tutto ciò avviene, peraltro, in un clima generale di intimidazione.”
“La consultazione è dunque illegittima e pertanto, a prescindere dall’esito, la Fiom, nel rispetto delle decisioni assunte all’unanimità dal Comitato centrale e dall’assemblea degli iscritti di Pomigliano, conferma la decisione di non sottoscrivere l’intesa separata.”
“Contemporaneamente, la Fiom ribadisce la propria disponibilità ad una vera trattativa per garantire il rilancio dello stabilimento di Pomigliano nell’ambito del Contratto nazionale e delle leggi vigenti

El Pueblo Se Levanta!
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nicoferro
Amministratore

serbia


Regione: Emilia Romagna
Prov.: Piacenza
Città: Podenzano


823 Messaggi

Inserito il - 22 giugno 2010 : 21:52:00  Mostra Profilo Invia a nicoferro un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
operaio ha scritto:

OSWALDO BOT ha scritto:

operaio ha scritto:

OSWALDO BOT ha scritto:

operaio ha scritto:
reputo che al livello politico-relazionale il sidacato comunista sia tra i pochi a tutelare i lavoratori, e mi ripeto per il bene di essi che ci deve essere un superamento ideologico(momenntaneo) Se poi proponi quache alternativa a breve tempo sono pronto ad ascoltarla.
Il referendum vale poco o niente la fiom non parteciperà
CI SONO UOMINI CHE QUEL NO LO HANNO GIA' DETTO



Verissimo. Purtroppo loro, più o meno a ragione, faranno sempre muro contro chi odora di "neofascismo"...

Confermo, se eliminassi il "sempre" . E' pur vero anche il contrario.
Per questo reputo che un movimento socialnaziotradizionalista, o meglio forzanovista debba avere in prims la forza e volonta' di superare i distinguo ideologici, al di la' della reazione dell'avverssario.


Vero. Sarebbe indubbiamente un buon risultato. A livello ideale concordo pienamente. Purtroppo ho notato che è praticamente impossibile eliminare o anche solo attenuare il loro pregiudizio e ad onor del vero anche dalla nostra non vedo certo grandi sforzi, da parte di molti, per non fomentarlo ulteriormente.

Nella vita ciò che sembra praticamente impossibile diviene possibile i miracoli li lascio a DIO O chi per Lui. Sperando in un Suo " intervento" la dove occorrino. Poi sono uno che preferisce non avere rimorsi piu' tosto che rimpianti.


grande Operaio..ti quoto in pieno..

Nic
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Vik
Utente attivo



Regione: Emilia Romagna
Prov.: Forlì-Cesena


178 Messaggi

Inserito il - 23 giugno 2010 : 00:17:30  Mostra Profilo Invia a Vik un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
operaio ha scritto:

OSWALDO BOT ha scritto:

operaio ha scritto:
reputo che al livello politico-relazionale il sidacato comunista sia tra i pochi a tutelare i lavoratori, e mi ripeto per il bene di essi che ci deve essere un superamento ideologico(momenntaneo) Se poi proponi quache alternativa a breve tempo sono pronto ad ascoltarla.
Il referendum vale poco o niente la fiom non parteciperà
CI SONO UOMINI CHE QUEL NO LO HANNO GIA' DETTO



Verissimo. Purtroppo loro, più o meno a ragione, faranno sempre muro contro chi odora di "neofascismo"...

Confermo, se eliminassi il "sempre" . E' pur vero anche il contrario.
Per questo reputo che un movimento socialnaziotradizionalista, o meglio forzanovista debba avere in prims la forza e volonta' di superare i distinguo ideologici, al di la' della reazione dell'avverssario.


Si vabbè, non mi sembra che FN abbia mai messo dei muri ideologici nei discorsi sul sociale o sul lavoro, chi mette muri ideologici sono gli altri, che continuano con lo stesso odio e gli stessi discorsi assurdi di 40 anni fà.

Il vero nemico è il materialismo!
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Esse.Enne.
Frequentatore assiduo




652 Messaggi

Inserito il - 23 giugno 2010 : 05:30:26  Mostra Profilo Invia a Esse.Enne. un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Vik ha scritto:

operaio ha scritto:

OSWALDO BOT ha scritto:

operaio ha scritto:
reputo che al livello politico-relazionale il sidacato comunista sia tra i pochi a tutelare i lavoratori, e mi ripeto per il bene di essi che ci deve essere un superamento ideologico(momenntaneo) Se poi proponi quache alternativa a breve tempo sono pronto ad ascoltarla.
Il referendum vale poco o niente la fiom non parteciperà
CI SONO UOMINI CHE QUEL NO LO HANNO GIA' DETTO



Verissimo. Purtroppo loro, più o meno a ragione, faranno sempre muro contro chi odora di "neofascismo"...

Confermo, se eliminassi il "sempre" . E' pur vero anche il contrario.
Per questo reputo che un movimento socialnaziotradizionalista, o meglio forzanovista debba avere in prims la forza e volonta' di superare i distinguo ideologici, al di la' della reazione dell'avverssario.


Si vabbè, non mi sembra che FN abbia mai messo dei muri ideologici nei discorsi sul sociale o sul lavoro, chi mette muri ideologici sono gli altri, che continuano con lo stesso odio e gli stessi discorsi assurdi di 40 anni fà.


Sì ma ribadisco che un conto sono i discorsi astratti, un altro la realtà concreta di fabbrica...ripeto che, limitatamente alla mia esperienza, posso dire che, dopo alcune diffidenze iniziali, non esistono proprio distinguo ideologici con i miei colleghi con cui lavoro fianco a fianco tutti i giorni. Quando ci si conosce e si condivide la fatica otto ore tutti i giorni, non sono le discriminanti ideologiche a dividere...quelle semmai possono valere solo per qualche funzionario sindacale esterno...ma anche per loro diventa difficile emarginare chi è rappresentativo e ha seguito in fabbrica...

Anticapitalismo Militante

Modificato da - Esse.Enne. in data 23 giugno 2010 05:31:22
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OSWALDO BOT
Legionario del Forum

OSWALDO BOT


Regione: Emilia Romagna
Prov.: Piacenza
Città: Piacenza


2896 Messaggi

Inserito il - 23 giugno 2010 : 09:11:38  Mostra Profilo Invia a OSWALDO BOT un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Referendum: 63,4% i si, 36% i no. Affluenza del 95%

Pomigliano- Uno scrutinio al cardiopalma allo stabilimento di Pomigliano d`Arco: i lavoratori sono affluiti in massa (95%) per votare l`accordo proposto dalla Fiat e non sottoscritto dalla Fiom.

In tarda serata la maggioranza favorevole all`intesa appariva schiacciante, proprio come auspicato dai vertici del Lingotto. Col passare delle ore però i no sono aumentati sensibilmente, arrivando quasi al 40%.

I sì sono stati il 63,4% contro il 36% di voti contrari. In particolare, su 4.642 schede (su 4.881 votanti) i favorevoli risultano 2.888, contro i 1.673 che hanno detto no all`intesa siglata da azienda e sindacati (Fiom esclusa) il 15 giugno.

Maggioranza di contrari poi anche al Polo di Nola, dove su 273 voti 77 sono stati i sì e 192 i no.
(AdnKronos)

La Fiom minaccia di rivolgersi alla magistratura per denunciare l'illegalità dell'accordo e del referendum.
In questi casi non si può che dire onore alla Fiom...

PLACENTIA
"Urbs Aemiliae Princeps"
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operaio
Utente attivo

A. OPERAIO


Regione: Emilia Romagna
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168 Messaggi

Inserito il - 23 giugno 2010 : 14:53:13  Mostra Profilo Invia a operaio un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Meglio morire da UOMINI che vivere da schiavi lo hanno "urlato" in 1673.

Per le analisi e commenti ci sara' spazio e tempo( scusatemi ma mi sono fatto coinvolgere anche emotivamente) ora un solo aggettivo qualificativo:
GRANDI.

CHI HA PAURA, MUORE CONTINUAMENTE
CHI NON HA PAURA MUORE UNA SOLA VOLTA
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Donchisciotte
Utente attivo

belfast



106 Messaggi

Inserito il - 23 giugno 2010 : 15:03:17  Mostra Profilo Invia a Donchisciotte un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
operaio ha scritto:
Meglio morire da UOMINI che vivere da schiavi lo hanno "urlato" in 1673. Per le analisi e commenti ci sara' spazio e tempo( scusatemi ma mi sono fatto coinvolgere anche emotivamente) ora un solo aggettivo qualificativo: GRANDI.
Piena solidarietà ai lavoratori che hanno votato contro l'accordo infame.

Sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte...
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OSWALDO BOT
Legionario del Forum

OSWALDO BOT


Regione: Emilia Romagna
Prov.: Piacenza
Città: Piacenza


2896 Messaggi

Inserito il - 23 giugno 2010 : 20:18:48  Mostra Profilo Invia a OSWALDO BOT un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
FIAT: Lavoreranno con noi solo coloro che hanno votato si all'accordo. Che schifo. Ricatti su ricatti.
Inoltre vorrei proprio sapere com'è stato disciplinato il voto. Cosa fanno licenziano tutti gli iscritti FIOM?
Mi vergogno di avere una Fiat...

PLACENTIA
"Urbs Aemiliae Princeps"
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seahorse
Legionario del Forum




3135 Messaggi

Inserito il - 23 giugno 2010 : 21:37:18  Mostra Profilo Invia a seahorse un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
OSWALDO BOT ha scritto:

FIAT: Lavoreranno con noi solo coloro che hanno votato si all'accordo. Che schifo. Ricatti su ricatti.
Inoltre vorrei proprio sapere com'è stato disciplinato il voto. Cosa fanno licenziano tutti gli iscritti FIOM?
Mi vergogno di avere una Fiat...


Ben Detto.
Da Italiani, occorrera' iniziare a selezionare anche cosa acquistare.
Tra le altre cose, solo vetture "italiane",
Vetture "Italiane", perche' realmente prodotte in Italia, da maestranze nazionali.
Le Panda, e le Cinquecento, non sono vetture italiane, sono auto polacche, ed in un prossimo futuro, probabilmente diventeranno serbe.

Il falso Made in Italy, lasciamolo tutto ai gonzi, a quelli che si lasciano truffare dai Marchionnes elkaniani.

I Marchionnes, quelli che pretendono di vincere i referendum farsa, i refendum intimidatori, con una percentuale di voti superiore al 60%.
Perche' I Marchionnes, vogliono stravincere, con percentuali di consenso tipiche di una dittatura bulgara.
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operaio
Utente attivo

A. OPERAIO


Regione: Emilia Romagna
Prov.: Modena
Città: fiorano modenese


168 Messaggi

Inserito il - 25 giugno 2010 : 15:23:24  Mostra Profilo Invia a operaio un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Il ricattatore Marchionne e' restato scornato dai risultati del referendum.Eppure il ricattatore le aveva tentate tutte: volete mangiare votate si, per il bene dei vostri figli votate si.
Borghesi di destra e sinistra chiedevano la ragionevolezza agli operai di Pomigliano.
Niente il 39% degli operai ha respinto il ricatto di Marchionne.Ora Marchionne tira fuori il piano C: costruire una nuova fabbrica solo con chi accetta il ricatto piega la testa e mostra il culo.
E ci sono ancora farabutti che dicono che non era un ricatto.Ma la fiat, Marchionne, Epifani, FIM, UILM, UGL, Pd, con i loro ricatti fanno crescere la consapevolezza degli operai di non aver interessi in comune con i padroni, per la prima volta in Italia, un settore consistente di operai ha preso una posizione indipendente e ha detto chiaramente di non essere disponibile a fare da carne di macello per i padroni.Tenendo presente che gli impiegati hanno votato in massa per il SI all’accordo, visto che loro non sono sulle linee, tra gli operai, quelli che hanno votato NO e quelli che si sono piegati al ricatto, alla fine quasi pareggiano.


Tratto da : Operai Contro

CHI HA PAURA, MUORE CONTINUAMENTE
CHI NON HA PAURA MUORE UNA SOLA VOLTA

Modificato da - operaio in data 25 giugno 2010 18:34:00
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OSWALDO BOT
Legionario del Forum

OSWALDO BOT


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Città: Piacenza


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Inserito il - 28 giugno 2010 : 09:58:09  Mostra Profilo Invia a OSWALDO BOT un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
La vicenda Fiat vanifica lo sciopero della Cgil
di: Filippo Ghira

Più di un milione di lavoratori sono scesi in piazza in tutta Italia per lo sciopero generale promosso dalla Cgil contro la manovra finanziaria del governo. Una manovra ritenuta “sbagliata e iniqua”. Sbagliata perché “deprime lo sviluppo e non fa ripartire la produzione” ed iniqua perché “non si rivolge contro i grandi patrimoni ma invece punisce i lavoratori”. Queste le parole d’ordine ripetute nelle manifestazioni che si sono svolte in tutta Italia, con i numerosi cortei e i comizi conclusivi.
Il milione di partecipanti non rappresenta sicuramente un grande risultato per il sindacato dell’ex sinistra e che ha risentito delle ambiguità espresse dalla dirigenza della Cgil sulla proposta capestro della Fiat per Pomigliano. Posizioni che hanno dato l’idea alla base, un tempo capace di mobilitarsi per molto meno, che anche il sindacato guidato da Epifani fa un gioco di sponda sulle posizioni di un PD ormai appiattito sui disegni confindustriali. Non si può infatti agire come ha fatto la Cgil dando prima l’idea di essere favorevole ad un accordo e di auspicare un sì che mantenga le produzioni esistenti e faccia trasferire in Campania anche quella della Panda, e poi convergere timidamente e con bizantinismi verbali sulle posizioni della Fiom dopo che questa nel referendum consultivo ha ricevuto consensi molto superiori alla propria presenza ufficiale a Pomigliano.
Sono prese di posizione che vengono inevitabilmente e giustamente interpretate come un cedimento ai desiderata di Confindustria che dal referendum interno si aspettava un consenso di tipo bulgaro.
Un consenso forzato, lo stipendio invece del licenziamento, dal quale trarre la forza per poi imporre in tutte le fabbriche italiane un nuovo corso fatto di orari di lavoro massacranti, straordinari a tutto spiano, pause ridotte (a Pomigliano dovrebbero passare da 40 a 30 minuti) e completa libertà di licenziare gli operai che rifiutassero di trasformarsi in schiavi.
La debolezza espressa dalla Cgil è stata accolta con compiacimento dal ministro del Lavoro, l’ex socialista Maurizio Sacconi, che si è potuto permettere di irridere allo stato di apparente isolamento in cui si trovano sia Epifani che la Fiom. Il ministro ha auspicato che lo sciopero, anche in relazione alla bassa adesione che ha raccolto, possa essere l'ultimo di una stagione segnata da un forte condizionamento ideologico e possa invece, al contrario, preludere a una nuova fase nella vita della Cgil, “legata anche al rinnovo del suo vertice”.
Della serie, Epifani se ne deve andare in modo che riprenda il dialogo fra le grandi organizzazioni sindacali e prima di tutto la disponibilità all'ascolto reciproco. Ma considerato che a sostituire Epifani alla guida della Cgil dovrebbe essere Susanna Camusso, è difficile che la speranza di Sacconi possa realizzarsi. Camusso, proprio due giorni fa, ha rivendicato alla Cgil, e di riflesso alla stessa Fiom, di essere la titolare della identità socialista alla quale ha spiegato di essere rimasta fedele. Al di là dell’usurpazione storica della parola “socialista”, Camusso non è mai stata iscritta al PSI, la dichiarazione della dirigente sindacale rappresenta una salutare presa di posizione sull’intenzione della Cgil di accentuare il legame con la base e di non prestarsi più a giochi ambigui nei riguardi della Confindustria e della Fiat. La decenza e il rispetto del lavoro valgono infatti più di un posto di lavoro e dello stipendio. Ora ci si aspetta che alle parole seguano i fatti.
Alla manifestazione dell’Aquila era presente anche il segretario della Fiom, Maurizio Landini, che ha chiesto alla Fiat di fermarsi e di avere il coraggio di trattare, visto che di danni Marchionne ne ha già fatti abbastanza. Senza il consenso di tutti quelli che lavorano, ha ammonito, non si va da nessuna parte. La Fiom è pronta alla trattativa ma la Fiat non deve fare l'errore di dare retta alle sirene di Sacconi e del governo, ma deve ascoltare i lavoratori, che vogliono gli investimenti promessi, vogliono lavorare, ma vogliono continuare ad avere dei diritti ed essere cittadini anche dentro la fabbrica.

da www.rinascita.eu

PLACENTIA
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Modificato da - OSWALDO BOT in data 28 giugno 2010 09:58:33
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brigitmoon
Frequentatore assiduo


Città: Maremma


874 Messaggi

Inserito il - 28 giugno 2010 : 10:08:29  Mostra Profilo Invia a brigitmoon un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
seahorse ha scritto:

OSWALDO BOT ha scritto:

FIAT: Lavoreranno con noi solo coloro che hanno votato si all'accordo. Che schifo. Ricatti su ricatti.
Inoltre vorrei proprio sapere com'è stato disciplinato il voto. Cosa fanno licenziano tutti gli iscritti FIOM?
Mi vergogno di avere una Fiat...


Ben Detto.
Da Italiani, occorrera' iniziare a selezionare anche cosa acquistare.
Tra le altre cose, solo vetture "italiane",
Vetture "Italiane", perche' realmente prodotte in Italia, da maestranze nazionali.
Le Panda, e le Cinquecento, non sono vetture italiane, sono auto polacche, ed in un prossimo futuro, probabilmente diventeranno serbe.

Il falso Made in Italy, lasciamolo tutto ai gonzi, a quelli che si lasciano truffare dai Marchionnes elkaniani.

I Marchionnes, quelli che pretendono di vincere i referendum farsa, i refendum intimidatori, con una percentuale di voti superiore al 60%.
Perche' I Marchionnes, vogliono stravincere, con percentuali di consenso tipiche di una dittatura bulgara.



Mi fanno tutti un grande schifo!

BOICOTTARE FIAT
SEMPRE DALLA PARTE DEGLI OPERAI ITALIANI

"Il mio problema e' che ci sono delle cose che mi danno fastidio tutto il giorno e tutta la notte"

BOYCOTT ISRAELI-729
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Esse.Enne.
Frequentatore assiduo




652 Messaggi

Inserito il - 30 giugno 2010 : 05:12:08  Mostra Profilo Invia a Esse.Enne. un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
mar, 29 giu @ 09:29
LETTERA DI UN OPERAIO DELL\'ALFA DI POMIGLIANO

Alfa Pomigliano – cronaca dall’interno della fabbrica di una giornata che farà
storia

E’ martedì 22 giugno e comunque vada sarà una giornata da non dimenticare per noi
operai dell’Alfa di Pomigliano e, credo, per tutti gli operai italiani. La pressione
che abbiamo subìto finora è stata pesantissima. Da quasi due anni siamo in cassa
integrazione, lavorando massimo tre giorni al mese ed ora ci vengono a dire che solo
se accettiamo di lavorare giorno e notte, di sabato e, se necessario, anche di
domenica, la fabbrica ripartirà. Ma non basta, la Fiat vuole avere la possibilità di
non pagarci le malattie e di licenziarci se scioperiamo. Se avesse fatto le stesse
richieste due anni fa, prima della crisi, Marchionne sarebbe stato subito costretto
ad ingoiarsele, ma adesso è un’altra musica. Non tanto perché Fim, Uilm, Fismic e Ugl
hanno detto subito sì alla Fiat, non è la prima volta che lo fanno, quanto perché non
hanno dovuto subire nessuna reazione da parte di noi operai, nessuna critica neanche
al loro interno. Nessun delegato RSU dello stabilimento appartenente a queste sigle
ha attaccato l’accordo. Persino Gerardo Giannone, RSU della Fim, segretario di
Comunisti Sinistra Popolare in Fiat e, prima ancora, segretario del PdCI in fabbrica,
ha invitato pubblicamente su “Il Giornale” di Berlusconi a votare SI e, invece di
attaccare il suo sindacato, se le è presa con la Fiom, che non ha firmato.
La scorsa settimana ho lavorato i soliti tre giorni con capi e gestori operativi
mobilitati per convincerci a votare SI. L’ultimo giorno di lavoro si è raggiunto il
colmo. A fine turno passa il capo Ute e dà a tutti noi un DVD, che dobbiamo guardare
a casa. Si tratta di un messaggio di Garofalo, il direttore dello stabilimento, che
già in questi giorni ci ha inviato a casa altre due lettere per convincerci ad
accettare le condizioni di Marchionne. Nelle lettere ci chiama “cari colleghi” ed ora
in fabbrica tutti per indicarlo lo chiamano “il collega”. Esco dalla fabbrica e
spezzo e getto via il DVD senza neanche guardarlo. In serata mi telefonano altri
operai che oggi non erano stati richiamati al lavoro per dirmi che o il loro capo o
il loro gestore operativo avevano bussato alla porta di casa per consegnare il DVD.
Mi arriva voce anche di telefonate dirette dei capi a singoli operai in cui si è loro
intimato di votare SI.
La manifestazione dei capi di sabato fallisce, ma noi operai siamo sempre immobili.
Solo una decina di operai, legati ai Cobas, ha protestato con uno striscione contro
il corteo. Il gruppo della Fiom, di cui faccio parte e che è di gran lunga il più
consistente, non si è mosso.
Ora finalmente si fa il referendum.
Alle 5.30 del mattino il piazzale di fronte al cancello d’ingresso è pieno di persone
che volantinano o parlano al megafono. Faccio una scorta dei volantini distribuiti ed
entro in fabbrica. Che cosa strana, tutta la fabbrica è silenziosa! La
lastroferratura, il mio reparto, è fermo, così come tutti gli altri dello
stabilimento. Capo Ute e gestori operativi non ci fanno raggiungere le nostre usuali
postazioni. Si fanno seguire un po’ più avanti, dove vediamo ci sono, disposte in
maniera ordinata, una quarantina di sedie ed uno schermo. Siamo seduti insieme, il
personale di due Ute e della logistica. Non ci crederete, ma l’azienda, invece di
farci lavorare, ci fa guardare il DVD che avevamo già avuto. Il “collega” Garofalo si
fa intervistare da alcuni capi sull’intesa e ci fa sapere che in essa non ci sarebbe
nessun attacco al diritto di sciopero e alla malattia retribuita. I due capi Ute e i
due gestori operativi che erano presenti durante la proiezione del DVD ci invitano a
parlare e ad esprimere le nostre opinioni. Io decido di stare zitto, per evitare
ritorsioni, ma un altro operaio aderente alla Fiom non riesce a non parlare.
L’intervento è micidiale. “Voi dite che con l’accordo non si attacca il diritto a
scioperare in occasione dei contratti, ma ammettiamo che si vada allo scontro sul
contratto e il sindacato come prima misura attui il blocco degli straordinari. Ciò
vuol dire che noi ci rifiuteremo di fare gli straordinari obbligatori previsti
dall’accordo. In quel caso, secondo lo stesso accordo, l’azienda potrà punirmi fino
al licenziamento. Vorrei avere spiegazioni al riguardo”. I capi balbettano e non
riescono a rispondere. Inizia così un fuoco di fila di domande da parte nostra, senza
che i quadri aziendali riescano a convincerci della giustezza delle loro posizioni,
anzi. Alle 10.00 andiamo a votare e, a sorpresa, scopriamo che fuori dal seggio è
piazzato lo stesso “collega” Garofalo, con tutto il suo staff, che cerca ancora di
assicurarsi quanti più SI possibili.
Alle 10.30 pausa mensa e, dopo, si comincia finalmente a lavorare, con i capi che si
sono tolti gli abiti accattivanti degli “amici” e tornano ad essere le carogna di
sempre.
Solo a notte fonda sappiamo i risultati che questa martellante campagna aziendale,
fatta in combutta con i sindacati servi del padrone, ha raggiunto. Fra gli operai
quasi il 50% ha detto NO.
Attendiamo una lettera di scuse dal “collega”.

Un operaio Fiom del G. Vico di Pomigliano

http://www.operaicontro.it/


Anticapitalismo Militante
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Esse.Enne.
Frequentatore assiduo




652 Messaggi

Inserito il - 02 luglio 2010 : 13:33:06  Mostra Profilo Invia a Esse.Enne. un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Il Pd sempre al servizio della Fiat:

Il PD assedia la Fiom

Domani si svolgerà a Pomigliano un Convegno del PD per discutere la situazione determinatasi dopo il referendum dei lavoratori che pur dando la maggioranza dei voti al "si" non è stato sufficiente a convincere la Fiat ad andare avanti con l'investimento. Investimento che resta avvolto nelle nebbie. Non si capisce perchè la Fiat vorrebbe spostare a Pomigliano la produzione della Panda mentre afferma che lo stabilimento polacco è in grado di fornire auto di grande qualità a costi assai più contenuti di quelli italiani. La Fiat pretendeva un grado di adesione più alto al suo progetto già condiviso da Cisl ed Uil. Il 61% non gli è bastato e non vorrebbe avventurarsi con una opposizione tanto forte tra i lavoratori.
Singolare modo di concepire la maggioranza. Non si voleva un referendum con libertà di adesione ma una accettazione di tutti o quasi tutti per potere giustificare il regime di ferro e di oppressione che il successore di Valletta vorrebbe instaurare, un regime ancora più rigido di quello di Melfi e di introduzione in Italia del sistema WMC che riduce i dipendenti a muli da fatica, a macchinario vivente.
Perchè il PD, che si è distinto per la sua latitanza da tutte le grandi vertenze che si sono sviluppate nel nostro Paese negli ultimi anni, interviene a Pomigliano con una iniziativa ufficiale dopo un referendum che in qualche modo costituisce l'inizio di una resistenza attiva e di una riscossa dei lavoratori e del sindacalismo non servile del nostro Paese? C'è stata la grande vicenda della Scuola in cui sono stati licenziati e sono ancora in discussione diecine di migliaia di licenziamenti ed il PD non si è fatto vivo tranne che per qualche comparsata nelle manifestazioni più eclatanti. C'è stata la fioritura (chiamamola così) degli stiliti, delle proteste operaie in cima ai tetti e si è visto soltanto Franceschini quando era in corsa per la segreteria ma soltanto per farsi un pochino di propaganda. All'Isola dei Cassiintegrati ed in Sardegna dove si è creato un enorme bacino di sofferenza o nelle vicende di Termini Imeresi non si può dire che il PD abbia brillato per la sua partecipazione, per avere dato un aiuto ai lavoratori ed alle loro famiglie. Insomma, centinaia di migliaia di lavoratori italiani travolti dalla crisi non sono stati assistiti dal PD se non con qualche distratto comunicato.
Ora a Pomigliano D'Arco si fa un Convegno non certo per rafforzare la posizione della FIOM che ieri ha ribadito il suo no all'accordo e riproposto le sue condizioni (rispetto delle leggi e del contratto),
ma appunto per dare a Cisl ed UIL la cornice di un sostegno politico alle loro posizioni e sostenere la CGIL che vorrebbe aggiungere la sua firma a quella di Bonanni ed Angeletti.
La riunione di domani dovrebbe sottolineare l'isolamento della Fiom ed indurne il gruppo dirigente
a soddisfare le pretese di Marchionne.
E' possibile che il PD si presenti a Pomigliano d'Arco con qualcosa in tasca. E' possibile che abbia ottenuto da Marchionne il ritiro dei punti del suo decreto che violano la legge e che comunque non potrebbero reggere ad un ricorso al Magistrato. Ma, per tutto il resto, tira la volata alla Fiat nel suo progetto, sostenuto dalla Confindustria e dal Governo, di totale cancellazione di ogni diritto e di riduzione delle fabbriche e dei posti di lavoro a vere e proprie caserme militari in cui il peso della gerarchia sia schiacciante. Il PD dice si al sistema WMC ed accetta l'idea dello scambio diritti contro lavoro.
Sarà dunque ancora più difficile per la Fiom continuare a resistere.. Il peso del PD interviene nella vicenda non più con il pronunciamento di singoli dirigenti ma con una decisione ufficiale. Un Partito che di schiera apertamente dalla parte della Fiat e delle sue pretese e ricatta i lavoratori: se non accettate resterete senza lavoro. La certificazione del più grande partito di opposizione di una volontà aziendale che non si può rifiutare.
L'intervento del PD stronca anche il ritorno della speranza a possibili alternative ad una crisi che viene pagata dai lavoratori. Il voto di Pomigliano aveva detto che i lavoratori continuavano a difendere i loro diritti anche nelle condizioni più gravi, anche se l'alternativa è la disoccupazione. Questa posizione di fiducia in se stessi e nella possibilità di una strada diversa da quella imposta dal padronato aveva incoraggiato i lavoratori italiani e li aveva indotti ad alzare la testa. Il PD interviene per dire che nessuno si faccia illusione. Dalla crisi si esce come vogliono i padroni ed alle loro condizioni. Meno diritti, meno salari, meno welfare. Naturalmente gli Oligarchi del PD a cominciare da coloro che hanno rovinato Pomigliano e la Campania con venti anni di sperperi della gestione Bassolino continueranno a fare parte dell'establiscement, a godere dei loro privilegi ed a bacchettare coloro che si permettono di non ubbidire con immediatezza agli ordini dei Marchionne.


Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/


Anticapitalismo Militante

Modificato da - Esse.Enne. in data 02 luglio 2010 13:33:45
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unventolibero
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Inserito il - 03 luglio 2010 : 15:16:50  Mostra Profilo Invia a unventolibero un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Lettera aperta di Luigi Marcolongo su Pomigliano D'Arco sul caso FiatInviato da Redazione il Gio, 01/07/2010 - 14:49 LETTERA APERTA
alla FIOM di Chieti
all'USB di Chieti
allo SLAI-COBAS di Chieti
alla FAILMS di Chieti
A Pomigliano D'Arco il liberal-capitalismo ha lanciato l'attacco definitivo con l'obiettivo di smantellare i residui diritti dei lavoratori italiani ottenuti a partire dal secolo scorso attraverso leggi e dure battaglie.
La FIAT, sostenuta dall'asse governo-opposizione-confindustria-sindacato, approfittando della crisi economica e occupazionale, sta cercando di far passare un accordo che priverebbe i lavoratori di importanti tutele, giocando sulla sensibilità dei dipendenti che non hanno molta scelta: o lavorare in condizioni dell'ottocento o diventare disoccupati!
In questo clima caotico, dove quasi tutti hanno scelto di mettersi dalla parte del "più forte", alcuni sindacati hanno respinto il diktat di FIAT consapevoli che da Pomigliano le pretese degli industriali si sarebbero potute estendere a tutte le fabbriche italiane.
Il movimento politico Forza Nuova, al quale appartengo, ha espresso subito un NO secco all'accordo di Pomigliano e ha riconosciuto ad alcuni sindacati il merito di aver lottato e impedito che nel referendum dello stabilimento campano ci fosse un plebiscito assoluto per l'accordo truffa. Per quanto mi riguarda, pur riconoscendo che alcuni vostri principi fondanti sono distanti dalle ideologie mie e del mio Movimento, vi esprimo vicinanza e vi esorto a continuare in questa battaglia per consentire agli italiani di poter lavorare in un sistema produttivo civile! Inoltre, vi invito a monitorare con attenzione le zone industriali del chietino, dove sono insediate diverse multinazionali e in special modo la Val di Sangro dove ha sede la SEVEL, anch'essa del gruppo FIAT!
Porto a vostra conoscenza che Forza Nuova propone da sempre la nazionalizzazione e socializzazione della FIAT come unica soluzione.
Rinnovandovi la mia solidarietà in questa battaglia, vi porgo Cordiali Saluti

Atessa, 1 luglio 2010
Il segretario di Forza Nuova Atessa-Sangro-Aventino
e consigliere comunale di Atessa
(Dott. Luigi Marcolongo)
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Inserito il - 04 luglio 2010 : 02:36:47  Mostra Profilo Invia a operaio un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
unventolibero ha scritto:

Lettera aperta di Luigi Marcolongo su Pomigliano D'Arco sul caso FiatInviato da Redazione il Gio, 01/07/2010 - 14:49 LETTERA APERTA
alla FIOM di Chieti
all'USB di Chieti
allo SLAI-COBAS di Chieti
alla FAILMS di Chieti
A Pomigliano D'Arco il liberal-capitalismo ha lanciato l'attacco definitivo con l'obiettivo di smantellare i residui diritti dei lavoratori italiani ottenuti a partire dal secolo scorso attraverso leggi e dure battaglie.
La FIAT, sostenuta dall'asse governo-opposizione-confindustria-sindacato, approfittando della crisi economica e occupazionale, sta cercando di far passare un accordo che priverebbe i lavoratori di importanti tutele, giocando sulla sensibilità dei dipendenti che non hanno molta scelta: o lavorare in condizioni dell'ottocento o diventare disoccupati!
In questo clima caotico, dove quasi tutti hanno scelto di mettersi dalla parte del "più forte", alcuni sindacati hanno respinto il diktat di FIAT consapevoli che da Pomigliano le pretese degli industriali si sarebbero potute estendere a tutte le fabbriche italiane.
Il movimento politico Forza Nuova, al quale appartengo, ha espresso subito un NO secco all'accordo di Pomigliano e ha riconosciuto ad alcuni sindacati il merito di aver lottato e impedito che nel referendum dello stabilimento campano ci fosse un plebiscito assoluto per l'accordo truffa. Per quanto mi riguarda, pur riconoscendo che alcuni vostri principi fondanti sono distanti dalle ideologie mie e del mio Movimento, vi esprimo vicinanza e vi esorto a continuare in questa battaglia per consentire agli italiani di poter lavorare in un sistema produttivo civile! Inoltre, vi invito a monitorare con attenzione le zone industriali del chietino, dove sono insediate diverse multinazionali e in special modo la Val di Sangro dove ha sede la SEVEL, anch'essa del gruppo FIAT!
Porto a vostra conoscenza che Forza Nuova propone da sempre la nazionalizzazione e socializzazione della FIAT come unica soluzione.
Rinnovandovi la mia solidarietà in questa battaglia, vi porgo Cordiali Saluti

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Il segretario di Forza Nuova Atessa-Sangro-Aventino
e consigliere comunale di Atessa
(Dott. Luigi Marcolongo)




Ottima iniziativa.
Avanti con l'AVANGUARDIA

CHI HA PAURA, MUORE CONTINUAMENTE
CHI NON HA PAURA MUORE UNA SOLA VOLTA
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nicoferro
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Inserito il - 04 luglio 2010 : 07:03:45  Mostra Profilo Invia a nicoferro un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
bravo Luigi.....

Nic
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Inserito il - 07 luglio 2010 : 04:11:40  Mostra Profilo Invia a Esse.Enne. un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
operaio ha scritto:

unventolibero ha scritto:

Lettera aperta di Luigi Marcolongo su Pomigliano D'Arco sul caso FiatInviato da Redazione il Gio, 01/07/2010 - 14:49 LETTERA APERTA
alla FIOM di Chieti
all'USB di Chieti
allo SLAI-COBAS di Chieti
alla FAILMS di Chieti
A Pomigliano D'Arco il liberal-capitalismo ha lanciato l'attacco definitivo con l'obiettivo di smantellare i residui diritti dei lavoratori italiani ottenuti a partire dal secolo scorso attraverso leggi e dure battaglie.
La FIAT, sostenuta dall'asse governo-opposizione-confindustria-sindacato, approfittando della crisi economica e occupazionale, sta cercando di far passare un accordo che priverebbe i lavoratori di importanti tutele, giocando sulla sensibilità dei dipendenti che non hanno molta scelta: o lavorare in condizioni dell'ottocento o diventare disoccupati!
In questo clima caotico, dove quasi tutti hanno scelto di mettersi dalla parte del "più forte", alcuni sindacati hanno respinto il diktat di FIAT consapevoli che da Pomigliano le pretese degli industriali si sarebbero potute estendere a tutte le fabbriche italiane.
Il movimento politico Forza Nuova, al quale appartengo, ha espresso subito un NO secco all'accordo di Pomigliano e ha riconosciuto ad alcuni sindacati il merito di aver lottato e impedito che nel referendum dello stabilimento campano ci fosse un plebiscito assoluto per l'accordo truffa. Per quanto mi riguarda, pur riconoscendo che alcuni vostri principi fondanti sono distanti dalle ideologie mie e del mio Movimento, vi esprimo vicinanza e vi esorto a continuare in questa battaglia per consentire agli italiani di poter lavorare in un sistema produttivo civile! Inoltre, vi invito a monitorare con attenzione le zone industriali del chietino, dove sono insediate diverse multinazionali e in special modo la Val di Sangro dove ha sede la SEVEL, anch'essa del gruppo FIAT!
Porto a vostra conoscenza che Forza Nuova propone da sempre la nazionalizzazione e socializzazione della FIAT come unica soluzione.
Rinnovandovi la mia solidarietà in questa battaglia, vi porgo Cordiali Saluti

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Inserito il - 10 luglio 2010 : 04:15:01  Mostra Profilo Invia a Esse.Enne. un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
CRONACHE DA MELFI, LA RAPPRESAGLIA DELLA FIAT
by Operai Contro / Categoria :: Numero751-10
Pubblicato il ven, 09 lug @ 09:19





LA RAPPRESAGLIA FIAT
Per spezzare la catena di lotte che sta coinvolgendo gli operai di Melfi, la Fiat ha
scelta la strada della rappresaglia e della intimidazione.
Mercoledì 7 luglio, all’ingresso del turno A, alle 22.00, viene impedito dai
vigilantes di entrare in fabbrica a tre operai. Due sono delegati RSU Fiom, Lamorte
Antonio e Barozzino Giovanni, il terzo si chiama Pignatelli Marco. A quest’ultimo
viene consegnato una raccomandata a mano che ne annuncia la sospensione immediata, in
attesa di ulteriori provvedimenti disciplinari. Ai due delegati viene invece detto
che le lettere sono state inviate a casa via posta raccomandata.
In ogni caso, l’accusa rivolta ai tre è di aver bloccato i carrelli sequenziati
“AGV”dall'area picking. Si tratta di carrelli che alimentano le linee e che si
muovono lungo un nastro magnetico. Secondo la Fiat i tre avrebbero impedito il
funzionamento dei carrelli, perché, durante uno sciopero nella notte fra il 6 e il 7
luglio, si erano collocati oltre la linea gialla di sicurezza, provocandone così
l’arresto automatico. L’azione sarebbe stata fatta per impedire il prosieguo della
produzione nelle Ute 3 e 4, dove solo un terzo degli operai, sempre secondo Fiat,
avevano scioperato. La richiesta di allontanarsi e liberare i carrelli fatta dal
Gestore Operativo non era bastata a dissuadere gli operai dalla loro azione. La Fiat
ha sospeso gli operai accusandoli sia di non aver rispettato il diritto al lavoro e
alla libertà di iniziativa economica, sia di non aver rispettato le norme di
sicurezza. Ecco che, colmo dell’ironia per una azienda in cui l’amministratore
delegato Romiti è stato condannato per falso in bilancio e in cui ci sono stati
incidenti anche mortali tra gli operai, che siamo arrivati ai licenziamenti in nome
della Costituzione e della 626!
Ovviamente gli operai negano ogni accusa, parlando apertamente di una provocazione
della Fiat. Posizione questa sottoscritta da tutti gli RSU dello stabilimento in un
documento congiunto.


Il piano Marchionne per Pomigliano già diventa operativo negli altri stabilimenti.

A Melfi la FIAT ha deciso di applicare il piano Marchionne e l’ERGO UAS, la nuova
metrica che ne rappresenta un aspetto principale.
Utilizzando una normativa europea che “impone” ( per modo di dire) ai padroni di
organizzare postazioni di lavoro “ergonomiche”, cioè migliori per salvaguardare la
salute degli operai, la FIAT abbinandovi l’applicazione di una nuova metrica, invece
di migliorarle le peggiora.
Mette in cassa integrazione due turni lavorativi e aumenta la produzione sul restante
turno di 40 auto. Truffa l’INPS e frega gli operai.
L’applicazione dell’ERGO UAS viene spacciato dalla FIAT a Pomigliano come la
soluzione dei gravi problemi di salute che derivano dal lavoro sulle linee. A Melfi
abbiamo la dimostrazione che non è così.
Un lavoro meno nocivo dovrebbe migliorare il posto di lavoro, aumentare le pause,
rendere la cadenza delle linee meno asfissiante. Niente di tutto questo! A Melfi, pur
rimanendo tutto invariato sulle linee, la produzione aumenta. E teniamo presente che
lì non esiste neanche il rallentamento della linea di circa il 6% per il “fattore
riposo” che esiste negli altri stabilimenti. La FIAT aumenta semplicemente la
cadenza. Il resto sono chiacchiere.
Qui non c’è neanche la scusa della “sfaticatezza” dei napoletani che è diventata la
canzone di tutti i nullafacenti al servizio dei padroni per attaccare gli operai di
Pomigliano. A Melfi non si può dire balle. E’ risaputo che lì il lavoro degli operai
è bestiale.
Gli operai a Melfi si ribellano perché non ce la fanno. Semplicemente per questo.
Scioperano da giorni, rischiano la rappresaglia della FIAT, che ha già sospeso,
preludio del licenziamento, tre di loro, scioperano perché quel livello di
sottomissione è insopportabile.
Marchionne svela il vero volto dei padroni. Nella crisi per salvaguardare i profitti
su cui si basa la loro bella vita, cercano di schiacciare gli operai. Costringerli a
lavorare di più, senza limiti al peggioramento delle loro condizioni. Chi si ribella
è un nemico da eliminare, da mettere fuori, affamarlo per dare l’esempio anche agli
altri.
Si è aperta una nuova fase nel rapporto tra operai e padroni. Tutte le “buone “
maniere del passato vanno a quel paese. Lo scontro è aperto. Gli operai sono
costretti ad aprire gli occhi. Tutte le mediazioni e le illusioni del passato vanno
in crisi. Devono organizzarsi per rispondere colpo su colpo.
A Melfi bisogna aumentare le lotte. E’ una prova di forza. Se gli operai cedono anche
di un metro perdono.
SEZIONE AsLO di NAPOLI

http://www.operaicontro.it/index.php?id=355fd0


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