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operaio
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Regione: Emilia Romagna
Prov.: Modena
Città: fiorano modenese
168 Messaggi |
Inserito il - 19 giugno 2010 : 15:26:16
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| unventolibero ha scritto:
| LS Valtiberina ha scritto:
Io dico solo una cosa, la Fiat ha proposto di investire molti migliardi su Pomigliano in cambio ha chiesto serietà, e un po di sacrificio. Visto che è uno di quei stabilimenti nei quali scioperano spessissimo anche per le cose piu stupide e nelle quali la FIAT va piu in deficit non vedo tutto questo scalpore, intanto facciamola investire dopo prima di chiudere ci pensa 2 volte. Se decidesse di investire come gli avevano proposto in Polonia a quest'ora avrebbe tutto cio di cui a bisogno l'accoglierebbero a braccia aperte. Si voglio sempre Diritti ma non si ha mai la capacita di sacrificio neanche in tempi di crisi o dopo momenti in cui si è vagabondato abbondantemente.
I sindacati mi sembrano che portino solo il peggio.
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fiat non ha chiesto serità ha chiesto schiavitù.si è detta disposta a restare in italia, ma alle condizioni della cina, neanche della polonia.non va in cina (anzi ci è già) e porta le condizioni cinesi in italia. 18 turni lavorativi, due settimane annuali senza contrattazione sindacale, straordinari obbligatori, obbedienza assoluta pena il licenziamento.la fiat non ha chiesto sacrificio, quello i metalmeccanici lo fanno già prendendo 1000 euro al mese quando li prendono per passare la vita in una fabbrica di merda al servizio di manager schiavisti i cui stipendi ti fanno rabbrividere al solo pensiero.quelli sono i soldi buttati. questi prendono 2 lire, magari hanno 700 euro di mutuo,magari hanno figli a cui non possono manco dare 5 euro. secondo te scioperare è una perdita di tempo?tutti zitti a lavorare ?per cosa poi?già fare l'operaio deve essere un lavoro di merda, se poi lo si deve fare privi di ogni residuale diritto diventa il massimo. si vede che tuo padre non fa il metalmeccanico.
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Non reputo l'operaio un lavoro di merda, certo il govane utente ignora tanto, troppo, il sacrificio di uomini che non abbassano la testa quando si vedono stuprati i loro diritti. Il ragazzo ignora che lo sciopero non e' retribuito. L' addolescente ignora che la crisi non e' stata provocata certamente dagli operai e che gli stessi l'ha stanno già pagando a furia di C.I.G e licenziamenti. L' affermazione sui sindati da quanto ha scritto sarebbe indirizzata alla FIOM colpevole si non aver accettato che nell'operaio fosse installato l'interuttoree "acceso-spento". La coerenza e la maturita' del movimento Forzanovistico supera quel disinguo idelogico, che poni ti auguro di maturare e appprendere tanto affinche' un giorno rileggendo il tuo commento esclamerai ma che ca.zo ho scritto!!!! |
CHI HA PAURA, MUORE CONTINUAMENTE CHI NON HA PAURA MUORE UNA SOLA VOLTA |
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Giachino
Utente attivo
 
282 Messaggi |
Inserito il - 20 giugno 2010 : 10:50:22
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| unventolibero ha scritto:
| LS Valtiberina ha scritto:
Io dico solo una cosa, la Fiat ha proposto di investire molti migliardi su Pomigliano in cambio ha chiesto serietà, e un po di sacrificio. Visto che è uno di quei stabilimenti nei quali scioperano spessissimo anche per le cose piu stupide e nelle quali la FIAT va piu in deficit non vedo tutto questo scalpore, intanto facciamola investire dopo prima di chiudere ci pensa 2 volte. Se decidesse di investire come gli avevano proposto in Polonia a quest'ora avrebbe tutto cio di cui a bisogno l'accoglierebbero a braccia aperte. Si voglio sempre Diritti ma non si ha mai la capacita di sacrificio neanche in tempi di crisi o dopo momenti in cui si è vagabondato abbondantemente.
I sindacati mi sembrano che portino solo il peggio.
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fiat non ha chiesto serità ha chiesto schiavitù.si è detta disposta a restare in italia, ma alle condizioni della cina, neanche della polonia.non va in cina (anzi ci è già) e porta le condizioni cinesi in italia. 18 turni lavorativi, due settimane annuali senza contrattazione sindacale, straordinari obbligatori, obbedienza assoluta pena il licenziamento.la fiat non ha chiesto sacrificio, quello i metalmeccanici lo fanno già prendendo 1000 euro al mese quando li prendono per passare la vita in una fabbrica di merda al servizio di manager schiavisti i cui stipendi ti fanno rabbrividere al solo pensiero.quelli sono i soldi buttati. questi prendono 2 lire, magari hanno 700 euro di mutuo,magari hanno figli a cui non possono manco dare 5 euro. secondo te scioperare è una perdita di tempo?tutti zitti a lavorare ?per cosa poi?già fare l'operaio deve essere un lavoro di merda, se poi lo si deve fare privi di ogni residuale diritto diventa il massimo. si vede che tuo padre non fa il metalmeccanico.
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Ma quale lavoro di Merda?  |
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VOJVODA
Utente attivo
 

Regione: Lombardia
Prov.: Lodi
420 Messaggi |
Inserito il - 20 giugno 2010 : 11:10:54
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| Ieri a Pomigliano gli operai hanno manifestato per far si che anche la Fiom accetti l'accordo ASSURDO!!!!!!!!!!Penso che sia la prima volta che degli operai manifestano per far accettare un'accordo ai sindacati,gli unici dissidenti a quanto pare sono stati una decina di lavoratrori dei COBAS che han contromanifestato reggendo uno striscone con scritto SERVI DEL PADRONE in riferimento a chi manifestava in favore dell'accordo.Questa è una vittoria per Marchionne e per Confindustria che paradossalmente sono riusciti con un ricatto e con un bombardamento mediatico di falsità( titoli come operai fannulloni,assenteisti ecc.ecc.campeggiano sulle prime pagine di tutti i giornali e nei servizi d'apertura dei TG)a portare i lavoratori di Pomigliano dalla loro parte....ed ora LAVORATORI D'ITALIA TREMATE PERCHé VOI SARETE I PROSSIMI.... |
KOSOVO JE SRBIJA!!! |
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operaio
Utente attivo
 

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Modena
Città: fiorano modenese
168 Messaggi |
Inserito il - 20 giugno 2010 : 13:00:39
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| VOJVODA ha scritto:
Ieri a Pomigliano gli operai hanno manifestato per far si che anche la Fiom accetti l'accordo ASSURDO!!!!!!!!!!Penso che sia la prima volta che degli operai manifestano per far accettare un'accordo ai sindacati,gli unici dissidenti a quanto pare sono stati una decina di lavoratrori dei COBAS che han contromanifestato reggendo uno striscone con scritto SERVI DEL PADRONE in riferimento a chi manifestava in favore dell'accordo.Questa è una vittoria per Marchionne e per Confindustria che paradossalmente sono riusciti con un ricatto e con un bombardamento mediatico di falsità( titoli come operai fannulloni,assenteisti ecc.ecc.campeggiano sulle prime pagine di tutti i giornali e nei servizi d'apertura dei TG)a portare i lavoratori di Pomigliano dalla loro parte....ed ora LAVORATORI D'ITALIA TREMATE PERCHé VOI SARETE I PROSSIMI....
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dom, 20 giu @ 07:53 IL FLOP DEI SERVI DELLA FIAT DI POMIGLIANO Pubblicato in:: Numero742-10 L’occasione è ghiotta. Ripetere l’esperienza dell’80 a Torino, spezzare ogni resistenza operaia con la forza di una manifestazione di massa. Capi, impiegati, team leader dello stabilimento di Pomigliano sono stati convocati dall’azienda con un ordine preciso: manifestare a favore del diktat di Marchionne. Non basta la martellante campagna di stampa, in cui tutti, tranne chi lavora veramente alla catena, chiedono di accettare l’accordo. Bisogna anche dare una prova di forza di piazza. Eppure l’operazione non riesce. Solo 700/800 persone rispondono all’appello, tutti quadri e caporali di fabbrica, accompagnati da figli e parenti e scortati da poliziotti e carabinieri. In testa al corteo un gruppo di delegati RSU, famosi per non aver mai lavorato e bravissimi nel trascorrere, con la complicità dell’azienda, le ore di lavoro oziando nelle salette sindacali. Il corteo, partito dallo stabilimento sotto i riflettori delle televisioni, si avvia stancamente verso il municipio di Pomigliano. L’unico momento di tensione e di vivacità si ha quando i manifestanti sono costretti a passare sotto un ponte su cui è stato messo uno striscione con la scritta: SERVI DEI PADRONI – NO AL PIANO MARCHIONNE. E’ un’iniziativa di un piccolo gruppo di operai dell’Alfa, legato ai Cobas. Un’azione di minoranza, che è però indicativa del forte malumore degli operai. Il corteo è così costretto a sfilare sotto il grido di “servi dei servi dei servi”. La processione voluta dall’azienda non dura neanche a lungo. Una piccola pioggia improvvisa è l’occasione per la stragrande maggioranza di allontanarsi ed il corteo, quasi all’improvviso, si scioglie. Doveva essere un segno di forza della Fiat, è stata invece la dimostrazione di come la forza padronale poggi su piedi di argilla.
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CHI HA PAURA, MUORE CONTINUAMENTE CHI NON HA PAURA MUORE UNA SOLA VOLTA |
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unventolibero
Amministratore
   
1164 Messaggi |
Inserito il - 20 giugno 2010 : 13:11:27
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| Giachino ha scritto:
| unventolibero ha scritto:
| LS Valtiberina ha scritto:
Io dico solo una cosa, la Fiat ha proposto di investire molti migliardi su Pomigliano in cambio ha chiesto serietà, e un po di sacrificio. Visto che è uno di quei stabilimenti nei quali scioperano spessissimo anche per le cose piu stupide e nelle quali la FIAT va piu in deficit non vedo tutto questo scalpore, intanto facciamola investire dopo prima di chiudere ci pensa 2 volte. Se decidesse di investire come gli avevano proposto in Polonia a quest'ora avrebbe tutto cio di cui a bisogno l'accoglierebbero a braccia aperte. Si voglio sempre Diritti ma non si ha mai la capacita di sacrificio neanche in tempi di crisi o dopo momenti in cui si è vagabondato abbondantemente.
I sindacati mi sembrano che portino solo il peggio.
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fiat non ha chiesto serità ha chiesto schiavitù.si è detta disposta a restare in italia, ma alle condizioni della cina, neanche della polonia.non va in cina (anzi ci è già) e porta le condizioni cinesi in italia. 18 turni lavorativi, due settimane annuali senza contrattazione sindacale, straordinari obbligatori, obbedienza assoluta pena il licenziamento.la fiat non ha chiesto sacrificio, quello i metalmeccanici lo fanno già prendendo 1000 euro al mese quando li prendono per passare la vita in una fabbrica di merda al servizio di manager schiavisti i cui stipendi ti fanno rabbrividere al solo pensiero.quelli sono i soldi buttati. questi prendono 2 lire, magari hanno 700 euro di mutuo,magari hanno figli a cui non possono manco dare 5 euro. secondo te scioperare è una perdita di tempo?tutti zitti a lavorare ?per cosa poi?già fare l'operaio deve essere un lavoro di merda, se poi lo si deve fare privi di ogni residuale diritto diventa il massimo. si vede che tuo padre non fa il metalmeccanico.
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Ma quale lavoro di Merda? 
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senza ipocrisie,per lavoro di merda nel gergo sociale si intende un lavoro che quasi nessuno nella vita aspira a fare in eguali condizioni di partenza(che poi si accetti di farlo, ed oggi anche con gioia è un altro conto).ogni lavoratore ha pari dignità, ma alcuni lavori sono meno entusiasmanti di altri(per usare un eufemismo).anche per questo i lavoratori della categoria andrebbero estremamente tutelati, al contrario di quanto oggi avviene. |
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Donchisciotte
Utente attivo
 

106 Messaggi |
Inserito il - 20 giugno 2010 : 13:19:54
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| VOJVODA ha scritto: Ieri a Pomigliano gli operai hanno manifestato per far si che anche la Fiom accetti l'accordo ASSURDO!!!!!!!!!!Penso che sia la prima volta che degli operai manifestano per far accettare un'accordo ai sindacati,gli unici dissidenti a quanto pare sono stati una decina di lavoratrori dei COBAS che han contromanifestato reggendo uno striscone con scritto SERVI DEL PADRONE in riferimento a chi manifestava in favore dell'accordo.Questa è una vittoria per Marchionne e per Confindustria che paradossalmente sono riusciti con un ricatto e con un bombardamento mediatico di falsità( titoli come operai fannulloni,assenteisti ecc.ecc.campeggiano sulle prime pagine di tutti i giornali e nei servizi d'apertura dei TG)a portare i lavoratori di Pomigliano dalla loro parte....ed ora LAVORATORI D'ITALIA TREMATE PERCHé VOI SARETE I PROSSIMI.... |
Però nei giorni scorsi avevo sentito anche di scioperi, proteste, raccolte firme, ecc. CONTRO L'ACCORDO. |
Sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte... |
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seahorse
Legionario del Forum
    

3135 Messaggi |
Inserito il - 21 giugno 2010 : 01:22:19
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Il Passaggio Storico e' fondamentale.
In questo momento, (nell'Italia della Repubblica Antifascista), Capitale, Governo, Sindacato e Opposizione (il maggior partito), sono dalla stessa parte.
Il Modello Capitaldirigista, o meglio il Modello Capitalcomunista, (che in Cina trova la sua massima espressione), viene esportato con la forza del dictat, anche in Europa. Fiat, cinicamente, (ma il Capitalismo e' sempre ferocemente cinico) mette in competizione i Lavoratori di due paesi della stessa Comunita' Europea, costringendoli ad una competizione a senso unico, una competizione al ribasso.
Lotta competitiva che riporta i Lavoratori Italiani al tardo ottocento, e quelli polacchi direttamente, di filato, all'oppressione dei diritti, che ha un fortissimo, nostalgico sapore comunista.
Il Passaggio Storico, (che in Cina si e' affermato attraverso il modello Capitalcomunista, modello in cui il Massimo Liberismo Capitalista Economico, si appoggia, viene supportato da una ferrea disciplina dittatoriale, imposta dal pensiero unico del Partito Comunista), in Italia, nel paese del volemose tanto bene, viene addolcito nelle parole, ma non nella sostanza.
Nel paese di Pirandello, e di Machiavelli, si inizia ad intravvedere un modello, diciamo "Capitalsocialista". Un modello di sfruttamento, in cui appunto il Capitalismo trova sponda nel Governo amico, ma anche controsponda, e remissiva, colpevolissima acquiescenza nei Sindacati confederali, (Cgl compresa) e nel maggior partito di opposizione, il Pd.
Partito, che ogni due per tre si ricorda dei suoi andati fasti progressisti, e dei diritti dei lavoratori. Partito costituito dai medesimi antiquati personaggi, forgiati nel mito resistenziale comunista, e nella difesa ad oltranza dei diritti fondamentali dei lavoratori...
Diritti Fondamentali del Lavoratori si', ma di una volta, visto che ora, tali diritti vengono soppressi di fatto, nel comune accordo tra le parti, che lavoratrici non sono. Accordo che in Italia, non passa nemmeno attraverso una formalizzazione dei nuovi assetti anticostituzionali, (tramite la firmetta su una nuova legge liberticida, controsiglata dalla solita Vecchia Lumaca Rossa quirinalesca).
Nel paese della farsa emergenziale continua, passa tutto esclusivamente attraverso un generale accordo provvisorio, delle parti politiche, confindustriali e sindacali. Si fa' cosi', come al solito all'italiota. Prendere o lasciare.
Decidera' tutto un referendum dei lavoratori, un pronunciamento assolutamente libero, Il referendum di Chi sta' con l'acqua alla gola, e non puo' assolutamente dire di NO.
Nobis. |
Modificato da - seahorse in data 21 giugno 2010 17:56:22 |
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Esse.Enne.
Frequentatore assiduo
  

652 Messaggi |
Inserito il - 21 giugno 2010 : 17:40:01
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| VOJVODA ha scritto:
Ieri a Pomigliano gli operai hanno manifestato per far si che anche la Fiom accetti l'accordo ASSURDO!!!!!!!!!!Penso che sia la prima volta che degli operai manifestano per far accettare un'accordo ai sindacati,gli unici dissidenti a quanto pare sono stati una decina di lavoratrori dei COBAS che han contromanifestato reggendo uno striscone con scritto SERVI DEL PADRONE in riferimento a chi manifestava in favore dell'accordo.Questa è una vittoria per Marchionne e per Confindustria che paradossalmente sono riusciti con un ricatto e con un bombardamento mediatico di falsità( titoli come operai fannulloni,assenteisti ecc.ecc.campeggiano sulle prime pagine di tutti i giornali e nei servizi d'apertura dei TG)a portare i lavoratori di Pomigliano dalla loro parte....ed ora LAVORATORI D'ITALIA TREMATE PERCHé VOI SARETE I PROSSIMI....
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Vojvoda attenzione a non cadere nelle bufale dei questurini al servizio della multinazionale Fiat... E sì perchè ieri, domenica 20 giugno, sia Repubblica sia il Corriere della Sera (due quotidiani non propriamente antisistema!) hanno dato praticamente lo stesso resoconto del corteo.
Repubblica: "Se doveva essere una riedizione anche in piccolo della marcia dei 40 mila capi Fiat del 1980, non è riuscita agli organizzatori. Si sono ritrovati in poco più di mille (anche se per le forze dell' ordine erano 3-5 mila), con molti familiari al seguito, alla fiaccolata per il sì al referendum indetto per martedì 22 giugno." http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/06/20/pomigliano-in-migliaia-per-il-si-tensioni.html
Corriere: "...cinquemila, dirà la questura, raddoppiando curiosamente il numero dato dai manifestanti durante il corteo..."
http://archiviostorico.corriere.it/2010/giugno/20/Cosi_mercato_lasciateci_lavorare_Impiegati_co_9_100620026.shtml
Guarda caso la questura, che normalmente ridimensiona i numeri dei partecipanti alle manifestazioni, in questo caso li ha triplicati....... |
Anticapitalismo Militante |
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Esse.Enne.
Frequentatore assiduo
  

652 Messaggi |
Inserito il - 21 giugno 2010 : 18:02:07
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| seahorse ha scritto:
Il Passaggio Storico e' fondamentale.
Decidera' tutto un referendum dei lavoratori, pronunciamento assolutamente libero, Il referendum di Chi sta' con l'acqua alla gola, e non puo' assolutamente dir di NO.
Nobis.
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Che il passaggio sia storico è indubitabile, l'accordo di Pomigliano farà scuola in tutte le aziende (già alla Indesit la dirigenza ha proposto alle RSU un accordo che ricalca pedissequamente quello Fiat) e cancellerà quel che resta dei diritti conquistati dai lavoratori italiani nel corso del novecento...a cominciare proprio dal demonizzato ventennio.
Così come è indubitabile che al referendum-ricatto vinceranno i sì...anche perchè al ricatto si aggiunge la farsa: a certificare la regolarità delle operazioni di voto e a scrutinare le schede saranno solo i rappresentanti dei sindacati che hanno firmato il diktat di Marchionne...insomma è sempre più bello fare l'operaio alla Fiat: padroni sionisti (Elkann), diritti cinesi e democrazia afghana!
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Anticapitalismo Militante |
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operaio
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168 Messaggi |
Inserito il - 21 giugno 2010 : 18:11:28
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Perche' non citi l'opposizione della FIOM,(facente parte della cgil ma avante con essa diversi punti di contrapposizione)unico motivo per cui i media hanno dovuto dare l'"informazione". Tu stesso affermi che il passaggio storico e' fondamentale, e reputo che al livello politico-relazionale il sidacato comunista sia tra i pochi a tutelare i lavoratori, e mi ripeto per il bene di essi che ci deve essere un superamento ideologico(momenntaneo) Se poi proponi quache alternativa a breve tempo sono pronto ad ascoltarla. Il referendum vale poco o niente la fiom non parteciperà CI SONO UOMINI CHE QUEL NO LO HANNO GIA' DETTO
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CHI HA PAURA, MUORE CONTINUAMENTE CHI NON HA PAURA MUORE UNA SOLA VOLTA |
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Esse.Enne.
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652 Messaggi |
Inserito il - 21 giugno 2010 : 18:33:17
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| operaio ha scritto:
Perche' non citi l'opposizione della FIOM,(facente parte della cgil ma avante con essa diversi punti di contrapposizione)unico motivo per cui i media hanno dovuto dare l'"informazione". Tu stesso affermi che il passaggio storico e' fondamentale, e reputo che al livello politico-relazionale il sidacato comunista sia tra i pochi a tutelare i lavoratori, e mi ripeto per il bene di essi che ci deve essere un superamento ideologico(momenntaneo) Se poi proponi quache alternativa a breve tempo sono pronto ad ascoltarla. Il referendum vale poco o niente la fiom non parteciperà CI SONO UOMINI CHE QUEL NO LO HANNO GIA' DETTO
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Ma guarda, se ti riferisci a me, l'opposizione della Fiom l'ho già citata più volte in altri interventi così come ho già detto che sono assolutamente d'accordo con te che una convergenza con i settori operai più combattivi è fondamentale, al di là delle etichette ideologiche, ed è proprio quello che faccio nella fabbrica in cui lavoro: se avrai la pazienza di rileggerti tutte le 3 pagine di questa discussione vedrai che siamo d'accordo... Quando ho scritto che solo i sindacati firmatari seguiranno le operazioni di voto e certificheranno l'esito del referendum-ricatto mi sembrava chiaro a chi mi riferivo: ai sindacati che hanno sottoscritto il diktat di Marchionne, cioè CISL-UIL-UGL e il sndacato giallo Fismic.... |
Anticapitalismo Militante |
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operaio
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168 Messaggi |
Inserito il - 21 giugno 2010 : 19:06:15
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| Esse.Enne. ha scritto:
| operaio ha scritto:
Perche' non citi l'opposizione della FIOM,(facente parte della cgil ma avante con essa diversi punti di contrapposizione)unico motivo per cui i media hanno dovuto dare l'"informazione". Tu stesso affermi che il passaggio storico e' fondamentale, e reputo che al livello politico-relazionale il sidacato comunista sia tra i pochi a tutelare i lavoratori, e mi ripeto per il bene di essi che ci deve essere un superamento ideologico(momenntaneo) Se poi proponi quache alternativa a breve tempo sono pronto ad ascoltarla. Il referendum vale poco o niente la fiom non parteciperà CI SONO UOMINI CHE QUEL NO LO HANNO GIA' DETTO
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Ma guarda, se ti riferisci a me, l'opposizione della Fiom l'ho già citata più volte in altri interventi così come ho già detto che sono assolutamente d'accordo con te che una convergenza con i settori operai più combattivi è fondamentale, al di là delle etichette ideologiche, ed è proprio quello che faccio nella fabbrica in cui lavoro: se avrai la pazienza di rileggerti tutte le 3 pagine di questa discussione vedrai che siamo d'accordo... Quando ho scritto che solo i sindacati firmatari seguiranno le operazioni di voto e certificheranno l'esito del referendum-ricatto mi sembrava chiaro a chi mi riferivo: ai sindacati che hanno sottoscritto il diktat di Marchionne, cioè CISL-UIL-UGL e il sndacato giallo Fismic....
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Non mi riferivo a te, ma al commento precedente al tuo, mi hai anticipato nella risposta e ne e' nato il malinteso.... Avevo gia' notato una convergenza di idee, tra l'altro io lavoro in una industria del gruppo di cui stiamo dibattendo e cerco di sensibilizzare i miei colleghi sulle queste tematiche imbattendomi nella diffidenza ma nel rispetto dei rappresentanti sindacali.
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il Guiscardo
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Prov.: Piacenza
274 Messaggi |
Inserito il - 21 giugno 2010 : 19:51:26
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Fonte :Quotidiano Rinascita
Sinistra: dopo Veltroni anche Bersani ed Epifani spingono per un accordo. Solo la Fiom continua a tutelare i diritti minimi degli operai Pomigliano: PD e Cgil al fianco della Fiat
di: Filippo Ghira La vicenda dello stabilimento Fiat (ex Alfa Romeo) di Pomigliano rappresenta la cartina di tornasole per verificare la deriva filo-liberista del Partito Democratico e della Sinistra (?) italiota in genere e la rinuncia della Cgil, il sindacato storico per eccellenza, a svolgere il proprio ruolo di difensore dei diritti dei lavoratori. Per il PD il Libero Mercato e la competitività contano più della difesa dei diritti degli operai, sanciti dallo Statuto dei Lavoratori e dei contratti nazionali. Per il PD poco importa se l’accettazione dell’accordo capestro proposto dal duo Marchionne e Agnelli-Elkanne sostenuto da Fim-Cisl e Uilm, sancirà l’abolizione di fatto del diritto di sciopero nello stabilimento campano e l’obbligo per gli operai di sottoporsi a ritmi massacranti di lavoro e a straordinari stabiliti a piacere dall’azienda. E poco importa se in tutta questa deriva verrà anche ridotta da 40 a 30 minuti la durata delle pause. Il PD, in alcuni dei suoi principali esponenti come Veltroni e Bersani, ha mostrato tutto il suo disappunto per l’esistenza di un sindacato come la Fiom-Cgil che cerca di svolgere il proprio compito e garantire ancora un minimo di diritti agli operai. Prima si è fatto sentire Walter Veltroni che due giorni fa ha fatto sapere che l’accordo a Pomigliano è inevitabile e che bisogna pur dire “verità scomode” su un problema come l’assenteismo. Affermazione che implica che Veltroni è poco informato considerato che l’assenteismo si è ridotto a Pomigliano allo stesso livello delle altre fabbriche del gruppo Fiat. Poi, sulla stessa linea si è collocato Pierluigi Bersani che ha di fatto abbracciato la Fiat quando, dopo avere ammesso che: l'accordo presenta alcuni punti delicati sui diritti fondamentali, ha affermato però che si tratta di punti delicati che nel tempo possono essere riassorbiti se non si fa del caso Pomigliano un “fatto ideologico” e se si va alla sostanza. E cioè, “la riduzione dell'assenteismo, il rispetto delle decisioni sui sabati e così via”. Insomma, voler difendere i diritti minimi dei lavoratori rappresenta per Bersani un “fatto ideologico” e non già il rispetto di un minimo di decenza e della dignità degli operai. A sua volta la Cgil, nei suoi vertici, in altre parole in Guglielmo Epifani, ha di fatto sconfessato la linea della Fiom allineandosi ai desiderata del Lingotto. Ieri sulle colonne del Corriere della Sera, Epifani affermava già nel titolo dell’articolo: “Gli operai vogliono tornare al lavoro. Fiat e Fiom ci ripensino”. Laddove il ripensamento della Fiom era quello di non essersi “confrontata” prima con la casa madre della Cgil. Che, era la sostanza implicita del ragionamento, la avrebbe indotta a più miti consigli. Quanto alla Fiat, il ripensamento invocato era quello di non avere cercato una intesa sempre a livello dei sindacati nazionali e non di quelli di categoria. Affermazione che sono una ammissione implicita che l’accordo in questione è spazzatura e che probabilmente un accordo nazionale avrebbe messo la Fiom con le spalle al muro. Secca la replica di Giorgio Cremaschi (Fiom) che ha definito l'uscita di Epifani “contraddittoria, sbagliata e dannosa”. Contraddittoria perché Epifani non può contemporaneamente dichiarare che l'accordo ha degli aspetti di incostituzionalità e poi proporne piccoli aggiustamenti. E’ poi sbagliata perché il referendum consultivo del 22 giugno a Pomigliano si svolgerà in un clima di intimidazione nei confronti dei lavoratori, costretti a scegliere tra il posto di lavoro e la perdita dei propri diritti costituzionali. E infine è dannosa perché Epifani sembra non comprendere quale sia la posta in gioco. Tanto che ci sono già altre aziende, come la Indesit, che stanno chiedendo di estendere l'accordo Fiat alle loro fabbriche mentre il governo si prepara a trasformare quell'accordo in legge. Gli operai sono ben coscienti di questo. Ieri alle carrozzerie di Mirafiori, uno sciopero di due ore ha registrato un’adesione dell’80%. Fiat e governo dovrebbero meditarci sopra.
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El Pueblo Se Levanta! |
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il Guiscardo
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Regione: Emilia Romagna
Prov.: Piacenza
274 Messaggi |
Inserito il - 21 giugno 2010 : 23:50:46
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oggi ai lavoratori di pomigliano è arrivato a casa un dvd che spiega che è buono l'accordo... 5'000 dvd a circa 2 euro l'uno fanno 10'000 euro avrebbero potuto pagare le giornate a 200 lavoratori piuttosto che tenerli a casa. questa è la potenza dei padroni... questa è la vergogna dei padroni.
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El Pueblo Se Levanta! |
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OSWALDO BOT
Legionario del Forum
    

Regione: Emilia Romagna
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Città: Piacenza
2896 Messaggi |
Inserito il - 21 giugno 2010 : 23:52:23
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| Esse.Enne. ha scritto:
| seahorse ha scritto:
Il Passaggio Storico e' fondamentale.
Decidera' tutto un referendum dei lavoratori, pronunciamento assolutamente libero, Il referendum di Chi sta' con l'acqua alla gola, e non puo' assolutamente dir di NO.
Nobis.
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Che il passaggio sia storico è indubitabile, l'accordo di Pomigliano farà scuola in tutte le aziende (già alla Indesit la dirigenza ha proposto alle RSU un accordo che ricalca pedissequamente quello Fiat) e cancellerà quel che resta dei diritti conquistati dai lavoratori italiani nel corso del novecento...a cominciare proprio dal demonizzato ventennio.
...insomma è sempre più bello fare l'operaio alla Fiat: padroni sionisti (Elkann), diritti cinesi e democrazia afghana!
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PLACENTIA "Urbs Aemiliae Princeps" |
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OSWALDO BOT
Legionario del Forum
    

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Città: Piacenza
2896 Messaggi |
Inserito il - 21 giugno 2010 : 23:54:26
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| operaio ha scritto: reputo che al livello politico-relazionale il sidacato comunista sia tra i pochi a tutelare i lavoratori, e mi ripeto per il bene di essi che ci deve essere un superamento ideologico(momenntaneo) Se poi proponi quache alternativa a breve tempo sono pronto ad ascoltarla. Il referendum vale poco o niente la fiom non parteciperà CI SONO UOMINI CHE QUEL NO LO HANNO GIA' DETTO
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Verissimo. Purtroppo loro, più o meno a ragione, faranno sempre muro contro chi odora di "neofascismo"... |
PLACENTIA "Urbs Aemiliae Princeps" |
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operaio
Utente attivo
 

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Modena
Città: fiorano modenese
168 Messaggi |
Inserito il - 22 giugno 2010 : 00:22:51
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| OSWALDO BOT ha scritto:
| operaio ha scritto: reputo che al livello politico-relazionale il sidacato comunista sia tra i pochi a tutelare i lavoratori, e mi ripeto per il bene di essi che ci deve essere un superamento ideologico(momenntaneo) Se poi proponi quache alternativa a breve tempo sono pronto ad ascoltarla. Il referendum vale poco o niente la fiom non parteciperà CI SONO UOMINI CHE QUEL NO LO HANNO GIA' DETTO
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Verissimo. Purtroppo loro, più o meno a ragione, faranno sempre muro contro chi odora di "neofascismo"...
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Confermo, se eliminassi il "sempre" . E' pur vero anche il contrario. Per questo reputo che un movimento socialnaziotradizionalista, o meglio forzanovista debba avere in prims la forza e volonta' di superare i distinguo ideologici, al di la' della reazione dell'avverssario. |
CHI HA PAURA, MUORE CONTINUAMENTE CHI NON HA PAURA MUORE UNA SOLA VOLTA |
Modificato da - operaio in data 22 giugno 2010 00:28:37 |
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OSWALDO BOT
Legionario del Forum
    

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Piacenza
Città: Piacenza
2896 Messaggi |
Inserito il - 22 giugno 2010 : 10:12:55
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| operaio ha scritto:
| OSWALDO BOT ha scritto:
| operaio ha scritto: reputo che al livello politico-relazionale il sidacato comunista sia tra i pochi a tutelare i lavoratori, e mi ripeto per il bene di essi che ci deve essere un superamento ideologico(momenntaneo) Se poi proponi quache alternativa a breve tempo sono pronto ad ascoltarla. Il referendum vale poco o niente la fiom non parteciperà CI SONO UOMINI CHE QUEL NO LO HANNO GIA' DETTO
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Verissimo. Purtroppo loro, più o meno a ragione, faranno sempre muro contro chi odora di "neofascismo"...
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Confermo, se eliminassi il "sempre" . E' pur vero anche il contrario. Per questo reputo che un movimento socialnaziotradizionalista, o meglio forzanovista debba avere in prims la forza e volonta' di superare i distinguo ideologici, al di la' della reazione dell'avverssario.
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Vero. Sarebbe indubbiamente un buon risultato. A livello ideale concordo pienamente. Purtroppo ho notato che è praticamente impossibile eliminare o anche solo attenuare il loro pregiudizio e ad onor del vero anche dalla nostra non vedo certo grandi sforzi, da parte di molti, per non fomentarlo ulteriormente. |
PLACENTIA "Urbs Aemiliae Princeps" |
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operaio
Utente attivo
 

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Modena
Città: fiorano modenese
168 Messaggi |
Inserito il - 22 giugno 2010 : 16:01:01
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| OSWALDO BOT ha scritto:
| operaio ha scritto:
| OSWALDO BOT ha scritto:
| operaio ha scritto: reputo che al livello politico-relazionale il sidacato comunista sia tra i pochi a tutelare i lavoratori, e mi ripeto per il bene di essi che ci deve essere un superamento ideologico(momenntaneo) Se poi proponi quache alternativa a breve tempo sono pronto ad ascoltarla. Il referendum vale poco o niente la fiom non parteciperà CI SONO UOMINI CHE QUEL NO LO HANNO GIA' DETTO
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Verissimo. Purtroppo loro, più o meno a ragione, faranno sempre muro contro chi odora di "neofascismo"...
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Confermo, se eliminassi il "sempre" . E' pur vero anche il contrario. Per questo reputo che un movimento socialnaziotradizionalista, o meglio forzanovista debba avere in prims la forza e volonta' di superare i distinguo ideologici, al di la' della reazione dell'avverssario.
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Vero. Sarebbe indubbiamente un buon risultato. A livello ideale concordo pienamente. Purtroppo ho notato che è praticamente impossibile eliminare o anche solo attenuare il loro pregiudizio e ad onor del vero anche dalla nostra non vedo certo grandi sforzi, da parte di molti, per non fomentarlo ulteriormente.
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Nella vita ciò che sembra praticamente impossibile diviene possibile i miracoli li lascio a DIO O chi per Lui. Sperando in un Suo " intervento" la dove occorrino. Poi sono uno che preferisce non avere rimorsi piu' tosto che rimpianti. |
CHI HA PAURA, MUORE CONTINUAMENTE CHI NON HA PAURA MUORE UNA SOLA VOLTA |
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il Guiscardo
Utente attivo
 

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Piacenza
274 Messaggi |
Inserito il - 22 giugno 2010 : 18:26:05
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Fonte : Qoutidiano Rinascita
Il dramma di Pomigliano: o il lavoro come pena o la via crucis della disoccupazione L’impudente schiavismo della multinazionale FIAT
di: Carmelo R. Viola Per gli amanti della liturgia della retorica patria, la Fiat sarebbe una perla del patrimonio nazionale, solo perché nata in Italia. Io non sono nazionalista ma rispetto coloro che professano un sano nazionalismo, che non è quello in questione. La Fiat è soltanto l’espressione lobbistica del padronato naturalmente amorale, il quale non ha patria, che non sia quella del profitto, dell’usura e della predazione antropozoica. La storia della Fiat non è delle migliori: è quella di un’impresa affaristica nel senso più pedestre, gretto ed avido del termine, che ha saputo cogliere, nelle varie situazioni storiche, le posizioni più confacenti con la propria grossolana avarizia. Un collocamento nella Fiat è stato sempre ritenuto un buon partito ma solo in assenza di un’alternativa. Lo spirito caporalesco è di casa. E non poteva essere diversamente, essendo la Fiat una creatura onnivora del capitalismo, che è vera e propria criminalità essenziale (checché ne pensino le barbe accademiche), nel cui linguaggio la insistente economia altro non è che predonomia dal significato trasparente. Semmai ci fossero dei dubbi, l’attuale vicenda tra Polonia ed Italia non ne lascia in piedi uno solo. La Fiat pone al centro della sua attenzione – come sempre, del resto - solo il proprio interesse, il proprio predamonio, come è naturale per qualunque attività affaristica con mire mondialiste. E tale è quell’imprenditoria e quell’industria, che i nostri ineffabili saggi Tremonti chiamano la “nostra economia” (non mia certamente) e da cui fanno dipendere il benessere – o la sopravvivenza animale, come nel caso di Pomigliano – della nostra collettività umana. Assumere come fine unico del proprio produrre e vendere merci una sempre maggiore ricchezza del gruppo padronale e dei segugi maggiori (principato e corte), è proprio del costume e della sociodinamica del Medioevo. E’ vero che si è parlato di un nuovo costume e di una diversa sociodinamica al cui centro si è posto l’uomo con tutta la sua dignità. A tale nuovo costume e a tale diversa sociodinamica si è dato il nome di “Stato di diritto” e a tal fine si sono create delle condizioni giuridiche, la principale-basilare delle quali è la Costituzione repubblicana mentre prodotti legislativi specifici sono il Contratto Nazionale Collettivo del Lavoro ed una serie di leggi di valore attuativo. Ad onor del vero anche alla legislazione del Ventennio si devono delle innovazioni, specie in tema di previdenza e di assistenza, che sono arrivate fino a noi anche se - per rispetto di un clima di contrapposizione ideologica, che si sarebbe dovuto esaurire con la fine della guerra – si preferisce non parlarne. Si deve comunque alla Prima Repubblica il primo vero tentativo di realizzare un vero Stato di diritto, che è tale solo se la centralità dell’uomo significa centralità del lavoro come diritto e come condizione creativa della nostra specie. Perché il lavoro sia tale ci vogliono tutele legislative dei ritmi naturali della produzione e del riposo, della salute, dell’unità psicofisica della persona e, non ultima, quella della possibilità di contestare condizioni unilaterali fino al rifiuto ed allo sciopero pur nei limiti della funzionalità specifica del lavoratore (in un contesto industriale), che è insieme un prestatore d’opera ma anche e sempre un cittadino sovrano. La Fiat che, fedele alla propria tradizione, è già saltata sul cavallo vincente della restaurazione del primo capitalismo, vuole ridurlo a “merce usa e getta”! Si deve alla Prima Repubblica una procedura di assunzione e di tenuta in carico dei lavoratori sotto la diretta protezione del pubblico potere, una possibilità di piena tutela sanitaria, in fabbrica e fuori, ed una pensione retributiva, cioè computata sul numero degli anni lavorati. La crescita naturale sarebbe dovuta essere, pertanto, quella di una vera economia, quasi di un ordine socialista. Ma è avvenuto esattamente il contrario, una decrescita, un ritorno verso il Medioevo, verso la civiltà del principe e dei cortigiani. Fino alla miserabile pensione contributiva, cioè computata sui contributi versati e quindi bisognosa di essere integrata dallo stesso pensionando. Il potere dei padroni è prevalso sul potere del diritto. Tale decrescita si chiama liberismo, il cui attributo pancomprensivo è la globalità. Liberismo vuol dire centralità dell’imprenditore-affarista e strumentalità del prestatore d’opera; e globale vuol dire che il padrone può impiantare la sua impresa predatoria dove può realizzare maggiori profitti. “Maggiori profitti” sono l’altra faccia dei “costi minori”, i quali sono bassi quanto esasperata è la fame di coloro che chiedono lavoro con l’urgenza di chi, naufrago, chiede un’azione di salvataggio. Ebbene, alla luce dell’animalismo liberista, è perfettamente normale che una Fiat – ente amorale per definizione – nata casualmente in Italia, abbia trovato convenienti i costi bassi accettati per fame dai polacchi – liberati dal socialismo, e ridati in pasto al capitalismo, anche dagli americani – per la produzione della Panda. Com’è normale che alle stesse condizioni la multinazionale torinese, può sfruttare-schiavizzare indifferentemente gli affamati di casa nostra o quelli degli Usa o del Canada, verso cui ha già esteso il suo sguardo rapace. Non è invece compatibile con lo Stato di diritto il ricatto della fame e l’uso schiavistico dei lavoratori che, nel caso specifico, dovrebbero potere tenere un ritmo produttivo, quasi macchinale, fino ad otto ore consecutive – come gli uomini- robots di “Tempi Moderni” di Chaplin -; essere disposti allo straordinario comandato; subire un’incentivazione all’agonismo conflittuale ed autolesivo a colpi di premi di produzione (per i più forti, i più cattivi o forse i più disperati); accettare modalità di turni, pause e lavoro notturno dettate dalla ragione suprema del profitto dell’impresa; sottomettersi al divieto di protesta e di sciopero pena il licenziamento; subire un controllo rigoroso sulle assenze per malattia con il pretesto dell’“assenteismo anomalo” come detenuti in regime speciale. Non c’è dubbio che, con tali condizioni da immigrati clandestini assunti in nero, il posto di lavoro oscilla tra la caserma, il carcere e il campo di concentramento dove i lavoratori non sono degli schiavi veri e propri solo perché non hanno le catene e possono dormire a casa e qui anche morire, sollevando i padroni da ogni fastidio ma anzi fornendo loro la possibilità di farsi belli con altri poveri cristi, morti di fame. Questa è la grande Fiat, rappresentata dal duo Elkann-Marchionne (il padrone e il servo, più falso e spietato del padrone, plenipotenziario e superpagato) che, con la Marcegaglia, prima donna della Confindustria, formano una vera e propria “trinità” della vergogna liberista italiana. Tale trinità vuole d’un sol colpo cancellare tutte le leggi che riguardano il diritto e la tutela del lavoro e fare sottoscrivere un contratto pluridecennale sotto l’imperativo della fame. Non può esserci contrattazione paritaria fra chi ha tutto e chi non ha niente. Anche l’eventuale referendum è privo di senso perché dietro ad ogni sì ci può essere sempre la dama nera della fame. In quest’operazione di vero e proprio assassinio del nascente Stato di diritto sono complici sindacati indegni del nome di cui si fregiano, una compagine governativa totalmente asservita al padronato nella totale ignoranza del diritto e del senso di marcia della civiltà ed un’opposizione così tiepida da sembrare inesistente. La Fiom non ha forze sufficienti per fare il miracolo! Il destino di Pomigliano sembra già segnato: alle lagrime della fame succederanno le lagrime dello stress e a cedere non saranno donne e bambini ma uomini vigorosi! Stando così le cose non c’è altro da aggiungere se non che la regressione alla giungla (di stampo antropozoico, s’intende) sta per passare il confine del non ritorno, laddove solo due iniziative possono evitare il peggio: una protesta generalizzata o l’azione di un gruppo capace di impadronirsi delle leve del potere e di fare giustizia. Io mi auguro che prevalga la prima.
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El Pueblo Se Levanta! |
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