| Autore |
Discussione  |
|
Lucente
Utente attivo
 

Città: Piacenza
185 Messaggi |
Inserito il - 14 giugno 2010 : 16:15:28
|
| Esse.Enne. ha scritto:
ven, 11 giu @ 19:34 LETTERA DI UNA OPERAIA DELLA FIAT DI POMIGLIANO
Anna Solimeno, mamma di tre bambini, e operaia dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco (Napoli), si rivolge al più piccolo dei suoi tre bambini, in una lettera aperta di risposta allo spot 'Fabbrica Italià, realizzato dall'azienda e in onda sulle reti nazionali. L'operaia contesta lo spot e le condizioni di lavoro chieste dall'azienda per la produzione della Panda nello stabilimento locale.
«Caro figlio mio - scrive Anna - siccome non riesco a dormire per i mille problemi che mi affollano la mente, voglio raccontarti la verità di questo piano industriale che la Fiat sta attuando per incrementare i propri profitti economici, 'predicendò il futuro sul raddoppiamento della produzione e dell'esportazione di auto all'estero. Le sole cose che raddoppieranno saranno gli utili nei conti Fiat e il carico di lavoro di noi poveri operai, e per me raddoppieranno le possibilità di ammalarmi per colpa di turni massacranti e postazioni di lavoro sempre più pesanti. E sarò assente da casa per tutti i giorni della settimana e in quelle poche ore che sarò presente, sarò così stanca e stressata che non avrò nemmeno la forza di abbracciarti». «Bimbo mio - conclude Anna - quando mi chiederai chi sono, potrò solo dirti che sono una 'schiavà della Fiat, moderna, ma pur sempre schiava di un sistema che ci massacra per i propri interessi pagandoci sempre meno e togliendoci spazio per la nostra vita sociale e familiare oltre ad averci tolto tutti i diritti. La verità non è, quindi, quella trasmessa sulle reti nazionali da 'Fabbrica Italià». http://www.operaicontro.it/
|
Testimonianza toccante |
Pochi Sguardi Nobili Vedran L'Aurora |
 |
|
|
unventolibero
Amministratore
   
1167 Messaggi |
Inserito il - 14 giugno 2010 : 21:21:48
|
Fiat Pomigliano,la Fiom non firma intesa
La Fiom-Cgil ritiene 'non sia possibile firmare quel testo'.L'ha detto il segretario Maurizio Landini sull'accordo per Pomigliano D'Arco.Fiom ritiene impossibile firmare rilevandovi 'profili di illegittimita''.Sul referendum, Landini dice che per la Fiom 'e' impossibile sottoporre a voto accordi che violano contratti e Costituzione'. Poi ripropone:'Si applichi il contratto nazionale che consente di lavorare con 18 turni di lavoro settimanale e 40 ore di straordinario in piu''. |
 |
|
|
OSWALDO BOT
Legionario del Forum
    

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Piacenza
Città: Piacenza
2906 Messaggi |
Inserito il - 14 giugno 2010 : 23:23:40
|
La FIOM non molla.... Anche la Marcecanaglia li ha implorati di accettare l'accordo...Fuck!  |
PLACENTIA "Urbs Aemiliae Princeps" |
 |
|
|
operaio
Utente attivo
 

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Modena
Città: fiorano modenese
170 Messaggi |
Inserito il - 15 giugno 2010 : 00:35:10
|
OTRE A VIOLARE I CONTRATTI, IL TESTO O MEGLIO IL RICATTO, SAREBBE UNA TRUFFA ALLE CASSE DELLO STATO, IN QUANTO SI ALTERNEREBBERO PERIODI SUPERPRODUZIONE CON "CIG" QUESTO CONSENTIREBBE ALLA FIAT DI ABBATTERE IL COSTO DEL LAVORO E MANTENERE INVARIATA LA PRODUZIONE. E NOI PAGHIAMO!!!!! NAZIONALIZZAZIONE E SOCIALIZZAZIONE DELLA FIAT, MA CO STI PAGLIACCI, BUSTARELLATI, PIDDUISTI, E'TUTT'ORA DIFFICILE MA LOTTARE INSIEME AI LAVORATORI CHE RIPUDIANO SIMILI MINACCIE PENSO SIA UN DOVERE. SI LEGGE FRA LE RIGHE CIO' NON RIGUARDA SOLO POMIGLIANO MA SI VORREBBERO "RIDIMENSIONARE" I DIRITTI DI TUTTI I LAVORATORI C'E POCO DA SCHERZARE. |
CHI HA PAURA, MUORE CONTINUAMENTE CHI NON HA PAURA MUORE UNA SOLA VOLTA |
 |
|
|
Donchisciotte
Utente attivo
 

106 Messaggi |
Inserito il - 15 giugno 2010 : 07:56:06
|
| Esse.Enne. ha scritto:
| | operaio ha scritto: SINCERAMENTE ME NE FREGO CHE SO' ROSSI E CHE SIAMO "NEMICI" SE LA MIA BATTAGLIA E LA LORO E' SULLO STESSO FRONTE GLI SONO ACCANTO, SPERO SOLO DI VEDERE QUALCHE "AMICO" NELLE VICINANZE |
Condivido! |
. |
Sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte... |
 |
|
|
steve
Nuovo Arrivo

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Bologna
Città: bologna
29 Messaggi |
Inserito il - 15 giugno 2010 : 13:13:16
|
| Prevedo tempi molto duri x chi lavora in fabbrica, stanno creando un pericoloso precedente che porta i diritti dei lavoratori ai livelli da terzo mondo e tutto questo nella totale indifferenza dei media |
 |
|
|
Esse.Enne.
Frequentatore assiduo
  

652 Messaggi |
Inserito il - 15 giugno 2010 : 18:10:43
|
| steve ha scritto:
Prevedo tempi molto duri x chi lavora in fabbrica, stanno creando un pericoloso precedente che porta i diritti dei lavoratori ai livelli da terzo mondo e tutto questo nella totale indifferenza dei media
|
Sui tempi duri che stanno errivando per operai e precari sono totalmente d'accordo con te...quanto ai media non direi tanto che siano distratti, quanto che sono ben ATTENTI a far gli interessi di Confindustria, banche e multinazionali (ovvero i loro proprietari): oggi ho comprato 3 quotidiani (Repubblica, Sole24ore, La Stampa) e tutti e 3 dedicavano le prime 2/3 pagine interne alla vicenda di Pomigliano, ben consapevoli che si sta giocando una partita di portata storica...ovviamente l'impostazione era tutta pro-accordo FIAT... Del resto anche PDL e PD in quest'occasione sono dallo stesso lato della barricata: anche loro a sostegno del grande padronato e dei sindacati venduti...
|
Anticapitalismo Militante |
 |
|
|
Esse.Enne.
Frequentatore assiduo
  

652 Messaggi |
Inserito il - 15 giugno 2010 : 18:46:38
|
Ineressante intervista al sociologo Luciano Gallino, pubblicata oggi su Il Manifesto:
"Altro che mercato sociale: «Si nega il compromesso»
Parla il sociologo Luciano Gallino
«Su Pomigliano cadono i veli della globalizzazione», ha scritto con grande efficacia il sociologo torinese Luciano Gallino. «Per almeno due decenni, se non tre, la globalizzazione è stata coperta da ogni velo possibile e ora tutto questo cade perchè l'accordo Fiat dice chiaramente che bisogna produrre alle condizioni a cui producono i paesi emergenti, dove la gente guadagna due, tre, massimo quattro euro all'ora»: «la globalizzazione - dice Gallino - è nuda proprio come l'imperatore».
Invece il ministro Tremonti sostiene che a Pomigliano vince l'economia sociale di mercato, cosa ne pensa?
Temo di non capire cosa c'entri perchè l'economia sociale di mercato è stata quel grande sviluppo che ha conosciuto l'economia tedesca nel dopoguerra, in cui si è dato molto spazio allo sviluppo industriale ed economico e contemporaneamente si sono poste le basi per uno stato sociale ampio e generoso: mercato sociale significa compromesso capitale-lavoro nel riconoscimento della reciproca differenza e anche conflittualità di interessi. L'ipotesi di accordo per Pomigliano invece è per certi versi la negazione stessa di quel compromesso. È una sconfitta del sindacato, un'imposizione dell'azienda di un modo di organizzazione del lavoro che ha successo nel mondo intero e che la Fiat, come anche altre case automobilistiche, vuole riprodurre anche in Italia.
Quali alternative ha il sindacato?
Mi pare che a questo punto siano poche perchè il sindacato è sotto la pressione non solo dei 15 mila dipendenti ma di altrettante famiglie che guardano con estrema preoccupazione alla possibilità di perdere il lavoro, anche se bisogna dire che di qui al reimpiego vero e proprio dei dipendenti, passeranno come minimo un anno o due. Diverso forse sarebbe stato se i tre sindacati fossero stati uniti: come minimo si sarebbe potuto discutere qualche settimana in più, mentre in pratica la decisione è stata presa prima ancora di sedersi al tavolo.
Cosa c'entra il diritto di sciopero, individuale e garantito dalla Costituzione, con l'organizzazione del lavoro?
Il principio basilare del «world class manifacturing», che Fiat pratica da qualche anno ma che a Pomigliano vuole applicare in modo drastico e perentorio, è che non si deve perdere nulla del tempo di lavoro retribuito. Che vuol dire tagliare le pause, mettere la mensa a fine turno e naturalmente vietare al sindacato di intervenire per modificare una situazione del genere.
Uomini o robot?
Fiat ha già fatto un esperimento ed è fallito: Melfi doveva essere la fabbrica dove si produce tutto a luci spente perchè i robot non hanno bisogno di avere la luce accesa. Poi si è scoperto invece che l'intervento umano è indispensabile e il «world class manufacturing» conta molto sull'intervento umano perchè, a differenza di un tempo, si tratta di produrre una vettura alla volta, ognuna a seconda delle indicazioni del cliente. Per fare tutto questo, e per produrre singole vetture senza difetti, l'intervento umano è indispensabile ma deve essere cronometrato al centesimo di secondo. Occorre che le persone lavorino come robot, ma non possono essere sostituite da robot.
A Pomigliano, ha scritto, cadono i veli della globalizzazione...
I veli del disvelamento e dell'ideologia: raccontavano che il capitale andava in Cina e che noi, potendo acquistare merci a buon mercato, avremmo avuto più reddito da dedicare ad altri consumi; che il capitale, trasferito là dove avrebbe avuto un rendimento più alto, avrebbe portato vantaggi a tutti... È caduta la narrazione che voleva che qualche sacrificio, per qualche tempo, avrebbe portato alla ripresa e allo sviluppo per tutti: sono stati posti in competizione lavoratori che guadagnano 30 euro all'ora e quelli che hanno un salario di uno o due euro all'ora, e ora è chiaro che è il costo dei primi a dover scendere."
|
Anticapitalismo Militante |
 |
|
|
Lucente
Utente attivo
 

Città: Piacenza
185 Messaggi |
|
|
il Guiscardo
Utente attivo
 

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Piacenza
274 Messaggi |
Inserito il - 17 giugno 2010 : 12:18:52
|
Fonte:Quotidiano Rinascita
Auto, l’accordo capestro proposto dalla Fiat, con i diritti degli operai ridotti a zero, è la nuova strada voluta da Confindustria Pomigliano, un laboratorio per l’industria italiana
di: Filippo Ghira
Il ricatto della Fiat su Pomigliano, la firma dell’accordo capestro o la chiusura dello stabilimento, rappresenta la tappa necessaria per permettere in seguito a buona parte delle industrie italiane, quelle più rivolte al mercato internazionale, di imporre ovunque lo smantellamento di fatto delle conquiste dello Statuto dei Lavoratori con ritmi massacranti di lavoro e la minaccia del licenziamento in caso di sciopero. La scusa è la nota: permettere alle imprese di resistere sul mercato globale. Il fatto che in Italia il lavoro e i lavoratori siano salvaguardati, cosa che non succede ad esempio in Cina, ma anche lì qualcosa si sta muovendo, rappresenterebbe infatti un elemento che impedisce alle aziende nazionali di competere con concorrenti esteri che hanno un costo del lavoro molto più basso del nostro. La soluzione trovata dalla Confindustria non è quindi quella di pretendere dai Paesi cosiddetti “emergenti” pari condizioni di lavoro, la Cina peraltro è ormai la seconda potenza economica mondiale, ma invece quella di abbassare a livello minimo o inesistente il sistema delle tutele e dei diritti dei lavoratori. Ed è proprio quello che sta cercando di imporre la Fiat a Pomigliano. Il duo Marchionne e Elkann (che ha sostituito Montezemolo ormai destinato alla politica e ai treni ad alta velocità) ha già deciso la chiusura di Termini Imerese alla fine del 2011 con la scusa che si tratta di uno stabilimento fuori mano, lontano dalle via di comunicazione. Uno stabilimento peraltro costruito con i fondi pubblici graziosamente versati dalla Cassa del Mezzogiorno. Fondi che, è bene sempre ricordarlo, erano finalizzati alla creazione di posti di lavoro. Su Pomigliano il ragionamento dei dirigenti del Lingotto è invece molto più diretto. Se i lavoratori e i sindacati vogliono che nella fabbrica campana sia trasferita la produzione della nuova Panda, devono accettare un contratto di lavoro aziendale che veda la trasformazione degli operai in schiavi. Prendere o lasciare, hanno intimato Marchionne e il fratello del più noto Lapo. La Fiat da anni sta guardando all’estero non solo come mercato di sbocco delle sue vetture ma come luogo fisico dove produrre ed impiantare nuovi stabilimenti. Negli ultimi anni la Fiat ha così trasferito una consistente fetta della produzione negli stabilimenti brasiliano (Betin) e polacco (Tychy). Per non parlare dello storico stabilimento argentino di Cordoba dove la produzione è ripresa nel giugno 2008. E se in Brasile la Fiat è il primo gruppo automobilistico per numero di auto vendute (quasi 750 mila nel 2009 che dovrebbero salire a 1 milione entro 4 anni) a Tychy si sta raddoppiando la capacità produttiva. Tutto questo serve a fare comprendere che la Fiat vuole ridurre progressivamente la sua presenza in Italia, una svolta accentuata anche dalla integrazione produttiva e societaria con la americana Chrysler, gentilmente regalata da Barack Obama agli Agnelli-Elkann. Da questa unione, almeno nelle aspettative, dovrebbe nascere uno dei primi gruppi automobilistici mondiali capace di competere con Toyota, General Motors, Ford e Volkswagen. In tale ottica Pomigliano si dovrà adeguare altrimenti la Fiat la abbandonerà al suo destino. La chiusura è in ogni caso il traguardo preferito da Marchionne ed Elkann che hanno manovrato in maniera tale da potersi presentare, grazie anche ai giornali “amici”, come le vittime dell’intransigenza di un sindacato come la Fiom-Cgil che verrà indicato come nemico del mercato e del progresso quando invece vuole solo tutelare la dignità e la salute degli operai. Su Pomigliano, come su Termini Imerese, è bene ricordare alcune cose. E cioè che Pomigliano era uno stabilimento dell’Alfa Romeo. La stessa azienda pubblica che la Fiat, a metà degli anni ottanta, riuscì a farsi svendere dallo Stato italiano battendo la concorrenza dell’americana Ford che aveva presentato una offerta molto più conveniente sia dal punto di vista finanziario che delle prospettive dello sviluppo industriale. Tanto è vero che la Fiat chiuse lo storico stabilimento dell’Alfa di Arese (Milano) e ridimensionò l’importanza di Pomigliano mentre, sempre con i soldi pubblici costruiva (nel 1991-93) lo stabilimento lucano di Melfi. Si trattava insomma della solita strategia della Fiat. Quella di invocare da un lato il libero mercato e dall’altro fare di tutto perché esso in Italia non si realizzi. Così, quando su pressione dell’Unione europea, in Italia sono cadute tutte le barriere per l’arrivo di vetture di altri marchi, la Fiat ha perso progressivamente sostanziose quote di vendita sul mercato interno. Nel 1976 la Fiat da sola copriva il 60% delle vendite, oggi unitamente all’Alfa Romeo vegeta su uno stanco 30%. Ma con Agnelli-Romiti o con Marchionne-Elkann il prodotto non cambia. La Fiat continua sempre nei suoi ricatti al Paese. Ed oggi come allora ci sono sempre politici pronti ad avallare svolte che andranno sempre e comunque a danno del Paese. Oggi sono gli operai della Fiat di Pomigliano che, se accetteranno l’accordo proposto da Marchionne, dovranno rinunciare a tutti i loro diritti e trasformarsi in carne da macello. Il grave è poi che questa svolta, che rappresenta un ritorno al tempo dei “Padroni delle Ferriere” di fine Ottocento, avviene con l’assenso di due sindacati storici di categoria come la Fim-Cisl e la Uilm che non hanno perduto l’occasione di rinunciare a svolgere il proprio ruolo ed hanno invece accettato di trasformarsi in puntelli di una trasformazione economica al termine della quale soltanto gli operai avranno da rimetterci. Ma lo schieramento padronale non è contento dei nuovi scenari che si stanno disegnando e così il presidente di Confindustria, la siderurgica mantovana Emma Marcegaglia, ha attaccato la Fiom-Cgil per avere osato di dire no all’accordo capestro che è stato invece sottoscritto da Fim-Cisl e Uilm. Un no “incredibile” lo ha definito perché va contro “un'azienda che va contro la storia, prendendo le produzioni dalla Polonia e riportandole in Italia, e che investirà 700 milioni di euro”. Ora la Marcegaglia spetta il risultato del referendum interno del 22 giugno per “capire cosa vogliono i lavoratori”. Forse essere considerati persone e non merci, ma questo Marcegaglia forse non lo può capire. Il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, dopo aver ribadito l’appoggio alla linea della Fiom, si è detto certo che il voto dei lavoratori sarà un voto per l'occupazione, il lavoro e gli investimenti. Netto il giudizio dell’Italia dei Valori, purtroppo l’unico partito presente in Parlamento che si sia pronunciato a favore delle posizioni della Fiom. Per Felice Belisario, capogruppo dell'IdV al Senato, la spaccatura del sindacato non è un bel segnale per il Paese. La responsabilità è del Governo che non ha esercitato alcuna funzione super partes permettendo che la Fiat facesse la voce grossa. Altro che rivincita del riformismo! Anche il referendum a cui i lavoratori di Pomigliano saranno chiamati, è una farsa. E’ come chiedere all'operaio di scegliere di che morte deve morire: se essere licenziato o perdere buona parte dei diritti garantiti dalla Costituzione. Basta quindi con le prese in giro e con i ricatti. Considerati i fondi pubblici elargiti alla Fiat, ha concluso, la politica deve pretendere che Pomigliano continui a funzionare rispettando però le condizioni minime della dignità dei lavoratori che questo accordo “sciagurato” cancella completamente.
|
El Pueblo Se Levanta! |
 |
|
|
LS Valtiberina
Nuovo Arrivo

Regione: Toscana
Prov.: Arezzo
Città: Sansepolcro
32 Messaggi |
Inserito il - 17 giugno 2010 : 17:15:35
|
Io dico solo una cosa, la Fiat ha proposto di investire molti migliardi su Pomigliano in cambio ha chiesto serietà, e un po di sacrificio. Visto che è uno di quei stabilimenti nei quali scioperano spessissimo anche per le cose piu stupide e nelle quali la FIAT va piu in deficit non vedo tutto questo scalpore, intanto facciamola investire dopo prima di chiudere ci pensa 2 volte. Se decidesse di investire come gli avevano proposto in Polonia a quest'ora avrebbe tutto cio di cui a bisogno l'accoglierebbero a braccia aperte. Si voglio sempre Diritti ma non si ha mai la capacita di sacrificio neanche in tempi di crisi o dopo momenti in cui si è vagabondato abbondantemente.
I sindacati mi sembrano che portino solo il peggio.
|
 |
|
|
LS Valtiberina
Nuovo Arrivo

Regione: Toscana
Prov.: Arezzo
Città: Sansepolcro
32 Messaggi |
Inserito il - 17 giugno 2010 : 17:18:04
|
| Rettifico: 700 milioni di investimento. Poi fate un po voi ma le leggi, quelle leggi sono un po vecchie per i miei gusti! E' vero salvaguardare i lavoratori ma non sputtanando i soldi e scioperando sempre anche perchè il solo oggi è un po piu giallastro di ieri -,-" (esempio anche 1 po' stupido) |
 |
|
|
unventolibero
Amministratore
   
1167 Messaggi |
Inserito il - 17 giugno 2010 : 17:41:41
|
| LS Valtiberina ha scritto:
Io dico solo una cosa, la Fiat ha proposto di investire molti migliardi su Pomigliano in cambio ha chiesto serietà, e un po di sacrificio. Visto che è uno di quei stabilimenti nei quali scioperano spessissimo anche per le cose piu stupide e nelle quali la FIAT va piu in deficit non vedo tutto questo scalpore, intanto facciamola investire dopo prima di chiudere ci pensa 2 volte. Se decidesse di investire come gli avevano proposto in Polonia a quest'ora avrebbe tutto cio di cui a bisogno l'accoglierebbero a braccia aperte. Si voglio sempre Diritti ma non si ha mai la capacita di sacrificio neanche in tempi di crisi o dopo momenti in cui si è vagabondato abbondantemente.
I sindacati mi sembrano che portino solo il peggio.
|
fiat non ha chiesto serità ha chiesto schiavitù.si è detta disposta a restare in italia, ma alle condizioni della cina, neanche della polonia.non va in cina (anzi ci è già) e porta le condizioni cinesi in italia. 18 turni lavorativi, due settimane annuali senza contrattazione sindacale, straordinari obbligatori, obbedienza assoluta pena il licenziamento.la fiat non ha chiesto sacrificio, quello i metalmeccanici lo fanno già prendendo 1000 euro al mese quando li prendono per passare la vita in una fabbrica di merda al servizio di manager schiavisti i cui stipendi ti fanno rabbrividere al solo pensiero.quelli sono i soldi buttati. questi prendono 2 lire, magari hanno 700 euro di mutuo,magari hanno figli a cui non possono manco dare 5 euro. secondo te scioperare è una perdita di tempo?tutti zitti a lavorare ?per cosa poi?già fare l'operaio deve essere un lavoro di merda, se poi lo si deve fare privi di ogni residuale diritto diventa il massimo. si vede che tuo padre non fa il metalmeccanico. |
 |
|
|
il Guiscardo
Utente attivo
 

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Piacenza
274 Messaggi |
Inserito il - 17 giugno 2010 : 18:47:29
|
| LS Valtiberina ha scritto:
Io dico solo una cosa, la Fiat ha proposto di investire molti migliardi su Pomigliano in cambio ha chiesto serietà, e un po di sacrificio. Visto che è uno di quei stabilimenti nei quali scioperano spessissimo anche per le cose piu stupide e nelle quali la FIAT va piu in deficit non vedo tutto questo scalpore, intanto facciamola investire dopo prima di chiudere ci pensa 2 volte. Se decidesse di investire come gli avevano proposto in Polonia a quest'ora avrebbe tutto cio di cui a bisogno l'accoglierebbero a braccia aperte. Si voglio sempre Diritti ma non si ha mai la capacita di sacrificio neanche in tempi di crisi o dopo momenti in cui si è vagabondato abbondantemente.
I sindacati mi sembrano che portino solo il peggio.
|
Questo intervento mi sembra nato da un informazione unilaterale. Io ti consiglio di andarti ad informare anche in quei siti o quotidiani che fanno articoli più vicini alle situazioni dei lavoratori. Fatto questo puoi confrontare le 2 posizioni e poi farti un idea personale sui fatti. Per quanto mi riguarda posso dirti che quello che hai detto ha poco senso alla luce soprattutto delle condizioni che la fiat ha imposto ai lavoratori per continuare la produzione a Pomigliano,condizioni queste che si possono chiamare schiaviste senza cadere in un anacronismo. Per la questione dei diritti poi,posso dirti che,a mio modo di vedere il profitto di un gruppo ristretto di persone non può e non deve annullare i diritti dei lavoratori,che se pur pochi,sono stati conquistati grazie ad anni di lotte e nonostante tutto sono capisaldi di una classe subalterna ultimamente sfruttata in maniera sempre più disumana. |
El Pueblo Se Levanta! |
 |
|
|
OSWALDO BOT
Legionario del Forum
    

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Piacenza
Città: Piacenza
2906 Messaggi |
Inserito il - 17 giugno 2010 : 18:50:14
|
| unventolibero ha scritto:
| LS Valtiberina ha scritto:
Io dico solo una cosa, la Fiat ha proposto di investire molti migliardi su Pomigliano in cambio ha chiesto serietà, e un po di sacrificio. Visto che è uno di quei stabilimenti nei quali scioperano spessissimo anche per le cose piu stupide e nelle quali la FIAT va piu in deficit non vedo tutto questo scalpore, intanto facciamola investire dopo prima di chiudere ci pensa 2 volte. Se decidesse di investire come gli avevano proposto in Polonia a quest'ora avrebbe tutto cio di cui a bisogno l'accoglierebbero a braccia aperte. Si voglio sempre Diritti ma non si ha mai la capacita di sacrificio neanche in tempi di crisi o dopo momenti in cui si è vagabondato abbondantemente.
I sindacati mi sembrano che portino solo il peggio.
|
fiat non ha chiesto serità ha chiesto schiavitù.si è detta disposta a restare in italia, ma alle condizioni della cina, neanche della polonia.non va in cina (anzi ci è già) e porta le condizioni cinesi in italia. 18 turni lavorativi, due settimane annuali senza contrattazione sindacale, straordinari obbligatori, obbedienza assoluta pena il licenziamento.la fiat non ha chiesto sacrificio, quello i metalmeccanici lo fanno già prendendo 1000 euro al mese quando li prendono per passare la vita in una fabbrica di merda al servizio di manager schiavisti i cui stipendi ti fanno rabbrividere al solo pensiero.quelli sono i soldi buttati. questi prendono 2 lire, magari hanno 700 euro di mutuo,magari hanno figli a cui non possono manco dare 5 euro. tutti zitti a lavorare ?per cosa poi?già fare l'operaio deve essere un lavoro di merda, se poi lo si deve fare privi di ogni residuale diritto diventa il massimo. si vede che tuo padre non fa il metalmeccanico.
|
Soccia che sverniciata poverino.... Comunque sui contenuti concordo . |
PLACENTIA "Urbs Aemiliae Princeps" |
 |
|
|
celtius
Utente attivo
 

Prov.: Pisa
177 Messaggi |
Inserito il - 17 giugno 2010 : 18:50:22
|
concordo con la posizione nazionale di Fn,però c'è un dato di fatto che nessuno dei forumisti ha preso in considerazione, vale a dire l'assoluta morbosità o assenza dei lavoratori di Pomigliano(caso unico in Italia) in occasione di determinati eventi quali partite di calcio della Nazionale o elezioni varie(dove si è toccato l'astensione dal lavoro anche del 40% degli operai).Pertanto è giusto rivendicare i diritti dei lavoratori, ma è giusto anche rimarcare i doveri che ogni lavoratore deve avere che è quello di prestare la propria azione lavorativa anche quando ci sono le elezioni.
|
 |
|
|
Donchisciotte
Utente attivo
 

106 Messaggi |
Inserito il - 18 giugno 2010 : 07:26:57
|
| celtius ha scritto: concordo con la posizione nazionale di Fn,però c'è un dato di fatto che nessuno dei forumisti ha preso in considerazione, vale a dire l'assoluta morbosità o assenza dei lavoratori di Pomigliano(caso unico in Italia) in occasione di determinati eventi quali partite di calcio della Nazionale o elezioni varie(dove si è toccato l'astensione dal lavoro anche del 40% degli operai).Pertanto è giusto rivendicare i diritti dei lavoratori, ma è giusto anche rimarcare i doveri che ogni lavoratore deve avere che è quello di prestare la propria azione lavorativa anche quando ci sono le elezioni. |
Colpire assenteisti e fancazzisti è giusto ma non togliere i diritti a tutti i lavoratori con la scusa dei fannulloni. |
Sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte... |
 |
|
|
il Guiscardo
Utente attivo
 

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Piacenza
274 Messaggi |
Inserito il - 18 giugno 2010 : 18:30:14
|
Fonte : QUotIl contratto capestro offerto da Marchionne è un ritorno agli anni cinquanta quando in fabbrica non c’erano diritti Fiat, gli operai vogliono lavorare ma non da schiavi
di: Filippo Ghira La Cgil e la Fiom prevedono che alla fine la maggioranza degli operai di Pomigliano dirà sì all’accordo capestro proposto dalla Fiat. Più che la dignità e il desiderio di non essere trasformati in schiavi e in carne da macello, obbligati a ritmi di lavoro massacranti e privati della libertà di sciopero, peserà infatti la necessità di mantenere uno straccio di lavoro e uno stipendio mensile che assicurino di sopravvivere in una Regione come la Campania da sempre avara di occasioni di lavoro. Per il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, la bozza di accordo introduce una clausola (al punto 15) che consente di licenziare liberamente il lavoratore, la quale è in aperto violazione dello Statuto dei Lavoratori. Landini ha ricordato che i reali contenuti della proposta di Sergio Marchionne (nella foto) non sono stati messi a sufficienza a conoscenza dell'opinione pubblica. Si tratta infatti di una clausola che integra i contratti individuali di lavoro e nella quale lo sciopero in difesa dei propri diritti viene considerata una inadempienza contrattuale e come tale motivo di licenziamento in tronco. Una clausola capestro che, in nome della fame cronica di lavoro, organizzazioni come la Fim-Cisl e e la Uilm hanno accettato di sottoscrivere mentre invece la Fiom-Cgil vi ha opposto un fiero no. Altre clausole pesanti sono la riduzione delle pause da 40 a 30 minuti e l’aumento degli straordinari a 120 ore annue. Adesso la prossima tappa sarà il referendum interno del 22 giugno a Pomigliano nel quale gli operai andranno a votare con un occhio al portafoglio ed un altro al cuore e al rispetto di se stessi. Susanna Camusso, vice segretario vicario della Cgil, ha assicurato che il suo sindacato resterà accanto ai lavoratori che diranno sì al referendum, per difenderli in tutti quei diritti che l'accordo mette in discussione. Si deve stare al fianco di quei lavoratori, ha spiegato, perché per loro il lavoro è il punto fondamentale. Appunto, proprio la questione sulla quale punta la Fiat per dividere gli operai su una questione di sopravvivenza personale. Emerge in ogni caso qualche segnale di malumore contro i sindacati che hanno accettato di chinare la testa. A Melfi, la Uilm (1.357 voti pari al 26,21% e a 17 delegati) ha perso il primato nelle Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) classificandosi seconda dietro la Cgil (1377 voti, 26,60% e 18 delegati) e prima della Fim-Cisl (866 e 12 delegati). Altre liste hanno ottenuto complessivamente 1.109 voti e 12 delegati. Interessante notare che la partecipazione al voto è stata del 93%, una percentuale alta che denota come le difficoltà di questa fase siano molto sentite in uno stabilimento di punta della Fiat dove si produce la Punto. A schierarsi con i lavoratori e per il rispetto di un minimo di decenza sono rimasti soltanto Sinistra e Libertà e l’Italia dei Valori. SL ha diffuso un appello per ammonire sul fatto che la Fiat e il governo stanno ricattando i lavoratori di Pomigliano d'Arco. E' inaccettabile che si voglia isolare la Fiom che, da sola, si sta battendo contro lo stravolgimento dello Statuto dei Lavoratori e del contratto nazionale. La Fiat vuole tornare a fare il proprio comodo come era abituata a fare negli anni '50. Si vuole impedire il diritto di sciopero ed anche il rispetto dei diritti per chi si ammala. Per Maurizio Zipponi, responsabile lavoro dell’IdV, vi è anche una grande responsabilità del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha fatto passare il segnale che il governo è d’accordo con la Fiat quando vuole che la competitività si faccia sui diritti dei lavoratori. Oltretutto c’è una campagna che dipinge i lavoratori di questa fabbrica come “lazzaroni assenteisti” quando invece è stata la stessa Fiat a dire che l'assenteismo a Pomigliano è in media quello del resto d'Italia. idiano rinascita |
El Pueblo Se Levanta! |
 |
|
|
Esse.Enne.
Frequentatore assiduo
  

652 Messaggi |
Inserito il - 19 giugno 2010 : 13:03:15
|
| LS Valtiberina ha scritto: I sindacati mi sembrano che portino solo il peggio.
|
A me questa sembra un'affermazione troppo qualunquista, che magari ci sta al bar o tra le bancarelle del mercato ma che male si adatta ad un militante politico cosciente. Di quali sindacati parli? Guarda che a parte Sai-Cobas e Fiom (che rappresenta solo la categoria dei metalmeccanici della CGIL) tutte le burocrazie sindacali la pensano esattamente come te, cioè che l'infame ricatto di Marchionne (lavoro schiavitico o delocalizzazione) non si deve rifiutare. Questa è la linea di CISL-UIL-UGL e anche CGIL (Fiom esclusa). Ed è anche la linea di Pdl-Pd-Udc, ovvero i principali partiti del sistema, per non parlare dei giornalisti...tutti sul carro della multinazionale Fiat. A mio avviso sarebbe bene saper distinguere tra la casta sindacale, sempre in linea con Confindustria, da quei pochi, ma reali, settori sindacali che nei luoghi di lavoro ancora si battono al fianco dei lavoratori... Nella speranza, ovviamente, che i militanti forzanovisti siano a loro volta in prima fila nei rispettivi luogi di lavoro per difendere ladignità del lavoro e la giustizia sociale. Nella mia piccola esperienza di militante di FN in fabbrica, penso che tutto ciò sia doveroso e possibile. Tra l'altro ho constatato che tra colleghi di lavoro, che condividono quotidianamente la stessa fatica e la stessa rabbia, le barriere ideologiche e i pregiudizi politici vengono superati mentre la vera discriminante diventa quella tra lavoratori che non sono disposti a piegare sempre la testa e tutti i vari servi dei padroni. |
Anticapitalismo Militante |
 |
|
|
Esse.Enne.
Frequentatore assiduo
  

652 Messaggi |
Inserito il - 19 giugno 2010 : 13:12:08
|
Ecco qual'è la posizione dela casta politica e sinacale della "sinistra riformista" su Pomigliano: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=2718
Come Sacconi e Tremonti tutti dalla parte del grande capitale! |
Anticapitalismo Militante |
 |
|
Discussione  |
|
|
|