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Esse.Enne.
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Inserito il - 09 giugno 2010 : 04:54:14
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Nei giorni scorsi la presidente di Confindustria Marcegaglia era stata chiara: "l'esito della trattativa di Pomigliano segnerà il futuro delle relazioni sociali per gli anni a venire". In effetti le conquiste strappate dai lavoratori o dal capitale nelle vertenze Fiat hanno da sempre fatto da apripista per avanzamenti o arretramenti delle condizioni di lavoro su scala nazionale. La proposta della multinazionale Fiat è chiara: continueremo a produrre in Italia a patto che i lavoratori siano disposti a "flessibilità" di tipo cinese: riduzione dei salari, orari di lavoro aumentati con straordinari obbligatori, licenziamenti facili...se i lavoratori italiani non si piegano si va in Polonia o in Messico. Ovviamente se vince la Fiat, con un accordo che derogherebbe abbondantemente rispetto alle norme del contratto nazionale di categoria, tutte le altre aziende spingerebbero nella stessa direzione e la deriva per i lavoratori italiani rischierebbe di diventare travolgente...
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Modificato da - Esse.Enne. in Data 09 giugno 2010 04:58:35
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Esse.Enne.
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Inserito il - 09 giugno 2010 : 04:56:57
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Fiat, su Pomigliano è ancora «stallo» La Marcegaglia: «La Fiom tratti»
MILANO - Dopo circa nove ore di trattative sullo stabilimento di Pomigliano, Fiat e sindacati hanno deciso di rivedersi venerdì pomeriggio a Roma. L'azienda ha presentato alle organizzazioni dei lavoratori un testo che potrebbe diventare una bozza di accordo. I sindacati hanno deciso di discuterne all'interno delle proprie organizzazioni in riunioni dei delegati e delle rappresentanze sindacali. «Ci hanno consegnato un documento - ha spiegato Bruno Vitali, coordinatore nazionale auto della Fim - e abbiamo concordato con l'azienda di prenderci due giorni per discutere al nostro interno. Ci rivedremo venerdì pomeriggio a Roma». Un confronto molto importante, quello iniziato all'Unione industriali di Torino, su cui si giocano le stesse prospettive di continuità dello stabilimento, che occupa circa 5.000 addetti. «Il clima è da accordo separato, le obiezioni della Fiom non sono compatibili con le esigenze dell'azienda di effettuare investimenti in Italia» aveva affermato durante una pausa Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic. Per Enzo Masini, responsabile Auto della Fiom, «se la Fiat conferma l'impianto del precedente documento non si potrà chiudere. Ma questo vale non solo per noi». «Le critiche delle organizzazioni sindacali, più o meno accentuate - aveva spiegato Masini - riguardano gli stessi argomenti: le clausole punitive e la malattia. Noi abbiamo sollevato anche altri problemi non chiariti dalla Fiat: la proposta dell'azienda sull'orario sembra in alcune parti in contraddizione con la direttiva europea».
CONFINDUSTRIA - Proprio alla Fiom si rivolge da Roma Emma Marcegaglia. Secondo il presidente di Confindustria, la trattativa per Pomigliano è arrivata a «uno stallo molto pericoloso. La nostra richiesta è che la Fiom non abbia questo atteggiamento e tratti». «Bisogna evitare che insediamenti produttivi così importanti se ne vadano - ha detto la leader degli industriali - da parte di Uilm e Fim c'è una sostanziale adesione alle richieste della Fiat. Da parte della Fiom, invece, c’è una sostanziale non accettazione. È un segnale molto negativo». La Marcegaglia ha osservato che «dall'altra parte i sindacati polacchi dicono di voler accettare le condizioni poste dalla Fiat. Se per la cecità di qualcuno perdiamo un investimento importante da 700 milioni di euro, che svilupperebbero la zona e l'indotto, sarebbe un fatto molto negativo». Il presidente dell'associazione di viale dell’Astronomia ha definito il rifiuto delle tute blu della Cgil rispetto alle richieste di Fiat «anacronistico e inspiegabile. Credo - ha aggiunto - che se andiamo avanti così il futuro dell'industria è un poco più negativo. La nostra richiesta e l'auspicio che esprimiamo è la Fiom non abbia questo atteggiamento: tratti e accetti le condizioni dell'azienda».
Un momento dell'incontro tra Fiat e sindacati I PARTECIPANTI - Al confronto di Torino erano presenti i responsabili del settore Auto della Fim, Bruno Vitali, della Fiom, Enzo Masini, della Uilm, Eros Panicali, e il segretario generale Fismic, Roberto Di Maulo, mentre la delegazione aziendale è guidata dal responsabile delle relazioni industriali Fiat, Paolo Rebaudengo. L'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, ha ribadito, nei giorni scorsi, la necessità di fare un accordo in tempi rapidi per iniziare a produrre la Panda a Pomigliano nel 2011. «Altrimenti l'andremo a fare altrove», ha detto.
IL PIANO - Secondo le intenzioni della Fiat, lo stabilimento napoletano (ex Alfa sud) dovrebbe produrre dal prossimo anno la nuova Panda, che verrebbe trasferita dalla Polonia, con un deciso incremento di capacità produttiva, utilizzo degli impianti e livelli occupazionali. Per procedere nella ristrutturazione, che richiede un investimento di circa 700 milioni, la Fiat chiede una modifica sostanziale del modello organizzativo e delle condizioni di lavoro dello stabilimento, a partire da orari e turnazioni. Organizzato attualmente su due turni giornalieri per cinque giorni settimanali, Pomigliano dovrebbe passare a 18 turni settimanali: tre turni giornalieri per sei giorni compreso il sabato notte. Lo scoglio del sabato notte, che aveva irrigidito le prime reazioni al progetto, è stato superato nella lunga trattativa dei mesi scorsi con una intesa che prevede l'utilizzo di permessi e volontari. Restano ancora aperti alcuni aspetti sull'organizzazione del lavoro (a partire dalle pause), come gli scogli della "esigibilità e della repressione dell'assenteismo anomalo". Si tratta di aspetti che impattano direttamente con le regole stabilite dall'attuale contratto di lavoro e delle norme legislative, da cui la Fiat chiede con questo accordo di derogare. Una ipotesi che è stata respinta dal neo segretario della Fiom-Cgil, Maurizio Landini. «Pensiamo che la Fiat debba ritirare quella parte delle proposte che va oltre i contratti e le leggi e che ha poco a che vedere con una trattativa per aumentare l'impiego degli impianti», ha detto Landini in una conferenza stampa. In particolare con le "clausole di esigibilità", l'azienda chiede che le intese prevedano sanzioni per sindacati e singoli lavoratori che mettano in atto comportamenti (scioperi più o meno spontanei) «idonei a violare, in tutto o in parte e in misura significativa le clausole dell'accordo». Secondo fonti vicine alla trattativa, l'ipotesi di accordo separato, solo con alcuni sindacati, non sembra adeguato alle esigenze aziendali. «La Fiat cerca un accordo che tenga in fabbrica, che trovi il consenso, non un accordo di pura facciata ma con poche conseguenze reali nei comportamenti concreti».
Redazione online 08 giugno 2010
http://www.corriere.it/economia/10_giugno_08/fiat-marcegaglia-fiom-stallo_9490d7e0-7305-11df-80b7-00144f02aabe.shtml |
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Esse.Enne.
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Inserito il - 09 giugno 2010 : 05:04:31
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Fonte: www.rete28aprile.it La Fiat vuol distruggere il contratto nazionale
Una stampa e un palazzo compiacenti hanno cancellato la sostanza delle posizioni della Fiat per Pomigliano d’Arco. L’azienda non ha aperto nessun tavolo di trattativa, ma ha consegnato ai sindacati un documento che è un drammatico diktat che scardina alla radice il contratto nazionale e i diritti dei lavoratori. (...) I 18 turni sono il meno, anche se pesantissimi nelle loro modalità, l’attacco sulle pause, sulla mensa, la riduzione dei salari sono anch’essi fatti gravissimi, ma non danno il senso ancora della brutalità delle richieste Fiat. L’azienda infatti chiede: - La deroga al contratto nazionale sullo straordinario obbligatorio aumentandolo fino all’80%. - La deroga al contratto nazionale sui recuperi produttivi. L’abolizione del pagamento dei 3 giorni di malattia. - L’obbligo di esigibilità per tutte le organizzazioni sindacali su straordinari e flessibilità, pena sanzioni verso i sindacati e le Rsu. - L’obbligo di obbedienza per i lavoratori alle nuove regole di flessibilità pena il licenziamento. Tutto questo stravolge sugli orari di lavoro e sui diritti il contratto nazionale, ne rappresenta una sostanziale cancellazione, porta lo stabilimento Fiat di Pomigliano fuori dalla contrattazione collettiva dei metalmeccanici. Più vicino alle condizioni sindacali americane che a quelle italiane. Una stampa e un’opinione pubblica interessate alla verità dovrebbero chiedersi del perché la Fiat si comporta come nessuna multinazionale ha finora pensato fare in Italia e se questo, più di tutte le altre chiacchiere, non voglia dimostrare che la Fiat non è più italiana. Ma la sostanza è che si vuole imporre una modifica della Costituzione in nome della salvaguardia dell’occupazione. E’ esattamente quello che annuncia Tremonti, quando dichiara di voler superare l’articolo 41 della Costituzione repubblicana, in nome della libertà d’impresa. La Fiat è oggi apripista delle posizioni più reazionarie e antisindacali del governo. IL TESTO INTEGRALE DELLA PROPOSTA FIAT E' A QUESTO LINK: http://www.fiom.cgil.it/auto/fiat/materiali/10_06_01-fiat.pdf
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michele
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Inserito il - 09 giugno 2010 : 08:16:16
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Non sono d'accordo con Marchionne... |
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unventolibero
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Inserito il - 09 giugno 2010 : 14:05:56
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| Messaggio di Esse.Enne.
Nei giorni scorsi la presidente di Confindustria Marcegaglia era stata chiara: "l'esito della trattativa di Pomigliano segnerà il futuro delle relazioni sociali per gli anni a venire". In effetti le conquiste strappate dai lavoratori o dal capitale nelle vertenze Fiat hanno da sempre fatto da apripista per avanzamenti o arretramenti delle condizioni di lavoro su scala nazionale. La proposta della multinazionale Fiat è chiara: continueremo a produrre in Italia a patto che i lavoratori siano disposti a "flessibilità" di tipo cinese: riduzione dei salari, orari di lavoro aumentati con straordinari obbligatori, licenziamenti facili...se i lavoratori italiani non si piegano si va in Polonia o in Messico. Ovviamente se vince la Fiat, con un accordo che derogherebbe abbondantemente rispetto alle norme del contratto nazionale di categoria, tutte le altre aziende spingerebbero nella stessa direzione e la deriva per i lavoratori italiani rischierebbe di diventare travolgente...
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nicoferro
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Inserito il - 09 giugno 2010 : 18:32:52
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SI STA ASSISTENDO ALL'ATTACCO DECISIVO DELL'IMPRENDITORIA ORGANIZZATA NEI CONFRONTI DEI DIRITTI SANCITI DAI CONTRATTI NAZIONALI...si vuol far passare come assolutamente normale il pesante ricatto messo in campo dalla Fiat... credo che qualsiasi lavoratore debba sentirsi indignato ed offeso da quello che sta succedendo e dall'ignobile atteggiamento dei mezzi di comunicazione.. padroni e giornalisti vergogna::::::
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Nic |
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OSWALDO BOT
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2896 Messaggi |
Inserito il - 09 giugno 2010 : 18:46:06
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Parliamo dell'affermazione di pochi giorni orsono fatta da Marchionne: "O chiudiamo le trattative (come vogliamo noi) o chiudiamo lo stabilimento e delocalizziamo la produzione (magari in Polonia dove non paghiamo un cazzo la manodopera)".
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PLACENTIA "Urbs Aemiliae Princeps" |
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Esse.Enne.
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Inserito il - 12 giugno 2010 : 08:18:44
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Fiat, FN: cavallo di Troia per distruggere ultimi diritti
La segreteria di Forza Nuova interviene sul futuro dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco . L'azienda sta tentando di imporre una completa revisione degli ultimi diritti rimasti ai lavoratori italiani:se la strategia di Fiat dovesse giungere a compimento, verrebbe aperta la strada alla definitiva abrogazione di ogni residuo di stato sociale con la malcelata complicità dei sindacati ed il complice atteggiamento governativo. Si parte con la richiesta -imposizione- di 18 turni lavorativi, per proseguire con la riduzione dei salari e soprattutto con le vergognose richieste di deroga al ccnl sullo straordinario obbligatorio che viene accesciuto fino all’80%, per poi vedere la deroga al contratto nazionale sui recuperi produttivi, l'obbligo di accettazione di straordinari e flessibilità ancor maggiori, e dulcis in fundo l'obbedienza obbligatoria per i dipendenti a tutte le nuove regole sulla flessibilità pena il licenziamento. In questo momento, Fiat rappresenta il cavallo di Troia scelto dal capitale per sfondare le barriere residuali rimaste a difesa dei lavoratori. Fiat è l'apripista per la realizzazione delle risposte italiane alla crisi:risposte che non mirano ad individuare e punire i responsabili, bensi' a proteggerli scaricando la colpa sugli speculatori che l'economia di mercato stessa ha prodotto. In nome delle aberrazioni dell'economia di mercato, e delle sue pretese di competitività sempre più folli, il custode del Tesoro Tremonti si prepara a riformare l'art.41 della Costituzione, in piena linea con la filosofia della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che esige "libertà d'impresa senza vincoli" ossia senza alcun residuale vincolo di utilità sociale e di rispetto dei diritti umani. Forza Nuova appoggia le rivendicazioni dei lavoratori di Pomigliano e denuncia la prassi di substare alle condizioni della Fiat, azienda che di italiano porta solo il nome. Forza Nuova chiede la nazionalizzazione e la socializzazione di Fiat, ma consapevole che l'esecutivo continuerà nella sua politica di asservimento a Confindustria, appoggia i lavoratori nella lotta.
http://www.forzanuovaforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=9742 |
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Esse.Enne.
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Inserito il - 12 giugno 2010 : 08:22:55
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ven, 11 giu @ 19:34 LETTERA DI UNA OPERAIA DELLA FIAT DI POMIGLIANO
Anna Solimeno, mamma di tre bambini, e operaia dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco (Napoli), si rivolge al più piccolo dei suoi tre bambini, in una lettera aperta di risposta allo spot 'Fabbrica Italià, realizzato dall'azienda e in onda sulle reti nazionali. L'operaia contesta lo spot e le condizioni di lavoro chieste dall'azienda per la produzione della Panda nello stabilimento locale.
«Caro figlio mio - scrive Anna - siccome non riesco a dormire per i mille problemi che mi affollano la mente, voglio raccontarti la verità di questo piano industriale che la Fiat sta attuando per incrementare i propri profitti economici, 'predicendò il futuro sul raddoppiamento della produzione e dell'esportazione di auto all'estero. Le sole cose che raddoppieranno saranno gli utili nei conti Fiat e il carico di lavoro di noi poveri operai, e per me raddoppieranno le possibilità di ammalarmi per colpa di turni massacranti e postazioni di lavoro sempre più pesanti. E sarò assente da casa per tutti i giorni della settimana e in quelle poche ore che sarò presente, sarò così stanca e stressata che non avrò nemmeno la forza di abbracciarti». «Bimbo mio - conclude Anna - quando mi chiederai chi sono, potrò solo dirti che sono una 'schiavà della Fiat, moderna, ma pur sempre schiava di un sistema che ci massacra per i propri interessi pagandoci sempre meno e togliendoci spazio per la nostra vita sociale e familiare oltre ad averci tolto tutti i diritti. La verità non è, quindi, quella trasmessa sulle reti nazionali da 'Fabbrica Italià». http://www.operaicontro.it/ |
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Esse.Enne.
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Esse.Enne.
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Inserito il - 12 giugno 2010 : 09:26:02
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Il comportamento di CISL-UIL-UGL è veramente indegno:
Fiat, accordo separato su Pomigliano La Fiom non firma, sì dalle altre sigle Il ministro Sacconi ha chiesto alla Fiom di uscire dall'isolamento + Marchionne: "Pronti a fare un'auto per Obama"
Sacconi: un segnale incoraggiante Marchionne: «E' il primo passo» TORINO L’incontro in Confindustria tra la Fiat e i sindacati sul futuro dello stabilimento di Pomigliano d’Arco si è concluso con l’adesione da parte di Fim, Uilm, Fismic e Ugl al documento che il Lingotto aveva presentato l’8 giugno, mentre la Fiom resta contraria.
«E’ il primo passo» ha detto in serata l’ad del Lingotto Marchionne, a Venezia insieme con il presidente John Elkann per il Consiglio Italia-Usa, che in mattinata ha chiarito la posizione dell’azienda: «Siamo andati là per chiudere. Speriamo. Se poi non vogliono farlo... Siamo alla fine dei tempi, c’è un limite a tutto e io la macchina la devo far partire». L’alternativa all’accordo sarebbe la chiusura dello stabilimento. «Non vedo che cosa potrei fare. Che ci facciamo: campi di calcio? Ma io faccio auto e se non le posso fare allora vado altrove». Quanto a Termini, Marchionne ha confermato l’intenzione del gruppo di «uscire a fine 2011».
L’intesa raggiunta prevede una maggiore flessibilità nell’organizzazione del lavoro, ma anche misure per contrastare l’assenteismo e sanzioni per sindacati e lavoratori che non rispettano gli accordi: per regolarle sarà istituita una commissione paritetica azienda-sindacato che valuterà caso per caso quando sia opportuno applicarle. Fim, Uilm e Fismic sottoporranno l’intesa a un referendum tra i lavoratori, la Fiom si è riservata di decidere dopo la riunione del suo comitato centrale, lunedì.
La linea dell’azienda è rimasta fissa. Secondo quanto si apprende la Fiat avrebbe infatti precisato al tavolo della trattativa che «qualora la situazione individuata con Fim, Uilm, Fismic e Ugl non risultasse praticabile, la responsabilità del mancato investimento a Pomigliano ricadrebbe tutta sulla Fiom». La firma delle quattro sigle, ha commentato invece il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, «incoraggia a ritenere che la grande maggioranza delle organizzazioni sindacali dei lavoratori sono in grado di sostenere la crescita e l’occupazione negoziando decisioni responsabili». «Rimane la speranza – ha aggiunto Sacconi - che la Fiom rifletta sul proprio autoisolamento e concorra a dare a Pomigliano l’unica prospettiva possibile».
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201006articoli/55857girata.asp |
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operaio
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Inserito il - 12 giugno 2010 : 13:09:03
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| Esse.Enne. ha scritto:
Il comportamento di CISL-UIL-UGL è veramente indegno:
Fiat, accordo separato su Pomigliano La Fiom non firma, sì dalle altre sigle Il ministro Sacconi ha chiesto alla Fiom di uscire dall'isolamento + Marchionne: "Pronti a fare un'auto per Obama"
Sacconi: un segnale incoraggiante Marchionne: «E' il primo passo» TORINO L’incontro in Confindustria tra la Fiat e i sindacati sul futuro dello stabilimento di Pomigliano d’Arco si è concluso con l’adesione da parte di Fim, Uilm, Fismic e Ugl al documento che il Lingotto aveva presentato l’8 giugno, mentre la Fiom resta contraria.
«E’ il primo passo» ha detto in serata l’ad del Lingotto Marchionne, a Venezia insieme con il presidente John Elkann per il Consiglio Italia-Usa, che in mattinata ha chiarito la posizione dell’azienda: «Siamo andati là per chiudere. Speriamo. Se poi non vogliono farlo... Siamo alla fine dei tempi, c’è un limite a tutto e io la macchina la devo far partire». L’alternativa all’accordo sarebbe la chiusura dello stabilimento. «Non vedo che cosa potrei fare. Che ci facciamo: campi di calcio? Ma io faccio auto e se non le posso fare allora vado altrove». Quanto a Termini, Marchionne ha confermato l’intenzione del gruppo di «uscire a fine 2011».
L’intesa raggiunta prevede una maggiore flessibilità nell’organizzazione del lavoro, ma anche misure per contrastare l’assenteismo e sanzioni per sindacati e lavoratori che non rispettano gli accordi: per regolarle sarà istituita una commissione paritetica azienda-sindacato che valuterà caso per caso quando sia opportuno applicarle. Fim, Uilm e Fismic sottoporranno l’intesa a un referendum tra i lavoratori, la Fiom si è riservata di decidere dopo la riunione del suo comitato centrale, lunedì.
La linea dell’azienda è rimasta fissa. Secondo quanto si apprende la Fiat avrebbe infatti precisato al tavolo della trattativa che «qualora la situazione individuata con Fim, Uilm, Fismic e Ugl non risultasse praticabile, la responsabilità del mancato investimento a Pomigliano ricadrebbe tutta sulla Fiom». La firma delle quattro sigle, ha commentato invece il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, «incoraggia a ritenere che la grande maggioranza delle organizzazioni sindacali dei lavoratori sono in grado di sostenere la crescita e l’occupazione negoziando decisioni responsabili». «Rimane la speranza – ha aggiunto Sacconi - che la Fiom rifletta sul proprio autoisolamento e concorra a dare a Pomigliano l’unica prospettiva possibile».
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201006articoli/55857girata.asp
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NON SI PUO' CEDERE A SIMILI RICATTI, MARCHIONNE TU NON FAI AUTO LE FANNO GLI OPERAI CHE NON SONO DELLE MACCHINE CHE NON SI AMMALANO, NON SI STANCANO, NON HANNO SONNO,NON HANNO UNA PROPRIA VITA PRIVATA, SONO UOMINI, PADRI E MADRI PRIVI DEL PULSANTE ON -OFF. SINCERAMENTE ME NE FREGO CHE SO' ROSSI E CHE SIAMO "NEMICI" SE LA MIA BATTAGLIA E LA LORO E' SULLO STESSO FRONTE GLI SONO ACCANTO, SPERO SOLO DI VEDERE QUALCHE "AMICO" NELLE VICINANZE |
CHI HA PAURA, MUORE CONTINUAMENTE CHI NON HA PAURA MUORE UNA SOLA VOLTA |
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nicoferro
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Città: Podenzano
823 Messaggi |
Inserito il - 13 giugno 2010 : 09:10:15
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è assolutamente fuori da ogni logica ed anche da ogni "tradizione" presentarsi ad una trattativa sindacale con un documento INDISCUTIBILE,cioè non emendabile o modificabile nel corso della trattativa..evidentemente la FIAT ha lo stesso interesse a mantenere la produzione in Polonia o a trasferirla a Pomigliano(alle sue condizioni)... resta da vedere se,alla prossima crisi,Marchionne e compagnia saranno così solleciti a richiedere incentivi o cassa integrazione... per noi diventa prioritario segnalare a tutti le discrepanze tra la realtà (quello scritto sopra) e ciò che fanno passare i media,cioè un'occcasione unica per i lavoratori...che vergogna,nessuno parla delle condizioni capestro se non con rapidissimi e lievi accenti....
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Nic |
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unventolibero
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1164 Messaggi |
Inserito il - 13 giugno 2010 : 12:42:57
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| nicoferro ha scritto:
è assolutamente fuori da ogni logica ed anche da ogni "tradizione" presentarsi ad una trattativa sindacale con un documento INDISCUTIBILE,cioè non emendabile o modificabile nel corso della trattativa..evidentemente la FIAT ha lo stesso interesse a mantenere la produzione in Polonia o a trasferirla a Pomigliano(alle sue condizioni)... resta da vedere se,alla prossima crisi,Marchionne e compagnia saranno così solleciti a richiedere incentivi o cassa integrazione... per noi diventa prioritario segnalare a tutti le discrepanze tra la realtà (quello scritto sopra) e ciò che fanno passare i media,cioè un'occcasione unica per i lavoratori...che vergogna,nessuno parla delle condizioni capestro se non con rapidissimi e lievi accenti....
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fanno schifo |
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VOJVODA
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Prov.: Lodi
420 Messaggi |
Inserito il - 13 giugno 2010 : 13:32:23
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| Secondo me il dramma è che la Fiat vorrebbe portare le condizioni del lavoratore italiano alla pari di quello polacco con conseguente perdita di diritti ed abbassamento di salario.Il fatto che Marchionne dica esplicitamente che o si sta alle condizioni inposte da Fiat o si porta tutto in Polonia è l'ennesima prova che il capitalismo nazionale che qualcuno nella c.d. area si ostina a difendere non esiste,o meglio esiste un capitalismo italiano ed europeo ma che certamente non fa gli interessi delle comunità nazionali(d'altronde altrimenti non sarebbe più un capitalismo) per cui non può essere chiamato nazionale |
KOSOVO JE SRBIJA!!! |
Modificato da - VOJVODA in data 13 giugno 2010 13:33:15 |
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Esse.Enne.
Frequentatore assiduo
  

652 Messaggi |
Inserito il - 14 giugno 2010 : 00:51:25
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| operaio ha scritto: SINCERAMENTE ME NE FREGO CHE SO' ROSSI E CHE SIAMO "NEMICI" SE LA MIA BATTAGLIA E LA LORO E' SULLO STESSO FRONTE GLI SONO ACCANTO, SPERO SOLO DI VEDERE QUALCHE "AMICO" NELLE VICINANZE
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Esse.Enne.
Frequentatore assiduo
  

652 Messaggi |
Inserito il - 14 giugno 2010 : 01:08:00
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Non so se qualcuno di voi ha letto gli articoli del Sole24ore (quotidiano di Confindustria) di ieri e oggi sulla vicenda Pomigliano...da mettere i brividi (per noi operai)...vogliono veramente riportare le condizioni di lavoro a quelle dell'800 e al momento non sembrano esserci forze politiche-sindacali-sociali in grado di fermarli. E Tremonti, oggi, al convegno della CISL, ha ribadito il punto di vista del governo, che in questa fase coincide con quello della Fiat: "il modello di accordo per Pomigliano è la via da seguire", ha detto il ministro...e ha chiamato tutto ciò "economia sociale di mercato". Cosa ci sia di "sociale" in un ricatto che pone i lavoratori di fronte al dramma di dover "scegliere" tra la delocalizzazione e conseguente perdita del lavoro o l'accettazione di condizioni lavorative da terzo mondo lo sa solo il truffatore Tremonti... |
Anticapitalismo Militante |
Modificato da - Esse.Enne. in data 14 giugno 2010 01:08:36 |
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il Guiscardo
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Inserito il - 14 giugno 2010 : 10:31:56
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Fonte : Quotidiano Rinascita Su Pomigliano d’Arco, i dirigenti della Fiat continuano a dichiarare di avere tutte le intenzioni di salvare lo stabilimento campano e di volervi addirittura trasferire la produzione della nuova Panda. Ma sono le condizioni capestro poste dall’azienda che fanno concludere che i vertici aziendali stiano cercando lo scontro per poi avere la scusa di chiudere baracca e burattini in Italia. La prevista chiusura a fine 2011 della produzione a Termini Imerese rappresenta un chiaro campanello d’allarme. La Fiat ormai guarda al mercato americano dove l’integrazione produttiva con la Chrysler, almeno nelle intenzioni, dovrebbe far nascere uno dei maggiori gruppi automobilistici mondiali. Tendenza confermata da John Elkann, presidente del gruppo che ha definito l'America come “una grande priorità”. Noi, ha sostenuto, contiamo molto nello sviluppo che possiamo avere in quella parte del mondo. L’America per noi non è soltanto un luogo molto importante per il contesto storico ma soprattutto guardando al futuro. Affermazione che significa che l’America con le sue potenzialità è molto più importante dell’Italia. Del resto la produzione italiana è appena un terzo di quella totale del gruppo che ha i suoi punti di forza in Polonia e Brasile e che si sta sempre di più posizionando all’estero. Ben coscienti di questo, una cinquantina di lavoratori dello stabilimento campano di Pomigliano d'Arco hanno manifestato di fronte alla sede romana della Confindustria, dove si stava tenendo l'incontro tra sindacati e Fiat sul futuro dello stabilimento. Al grido di “Pomigliano non si tocca”, i manifestanti hanno aggiunto gli slogan contro Marchionne e le proteste per i “turni di lavoro massacranti” e l'impossibilità di scioperare per far valere i propri diritti. Alle trattative non erano comunque presenti né John Elkann né l’amministratore delegato Sergio Marchionne, impegnati in un convegno culturale a Venezia sulle relazioni fra Italia e Stati Uniti. Marchionne ha detto di sperare in un’intesa al più presto possibile perché lui deve far partire la macchina. Poi è passato ai toni duri ammonendo che in caso di mancato accordo Pomigliano chiuderà. “Che altro potrei fare?”, si è domandato retoricamente. Siamo alla fine dei tempi: c'e' un limite a tutto, ha affermato seccato. In ogni caso, ha concesso, lasciamoli parlare e negoziare. Cuore di padrone che ha rivelato che non ci sono altri stabilimenti italiani in pericolo. Quanto alle vendite del gruppo, c'è lo stesso ritmo di maggio che confermerebbe gli obiettivi che ci si erano fissati per il 2010. Ma, ha lamentato Marchionne, l'Europa attualmente non è un grande mercato deve riprendersi. Resta il fatto che la Fiat ha bisogno di tanti soldi per rifinanziarsi. Sia per esigenze produttive sia per realizzare lo scorporo, a partire dal primo gennaio del 2011 in due società quotate. La prima con le attività dell’auto e la seconda con le altre. Ci sarebbe già l'appoggio di un gruppo di banche internazionali per realizzare tale passaggio. E nel caso la Fiat potrebbe tornare a collocare titoli sui mercati borsistici per rifinanziare il tutto. Per Marchionne, tutto sarebbe a posto, tutto in ordine. Tranne il fatto che la Fiat è oberata da un consistente indebitamento. Molto chiara la posizione del segretario regionale della Fiom piemontese Giorgio Airaudo. Il sindacato concorda con gli obiettivi di raggiungere il tetto produttivo di 1,4 milioni di vetture come previsto dal piano Marchionne da qui al 2015, a Pomigliano, a Mirafiori o negli altri stabilimenti italiani. Il sindacato è disponibile ad affrontare il problema dei turni e degli straordinari, collettivi ed esigibili. Ma, ha ammonito Airaudo, non si può approfittare di questa disponibilità per chiedere ai lavoratori di legarsi le mani dietro la schiena regolando per via contrattuale l'agibilità sindacale e la libertà di sciopero. La situazione, ha spiegato Airaudo, si aggraverà e la Fiom teme un'altra punta della crisi in autunno, che riguarderà anche l'area torinese e piemontese perché i provvedimenti dei governi europei colpiranno molto quelle aziende italiane che rappresentano l'indotto della componentistica di Germania e Francia. E allora è incredibile che in questa situazione si possa pensare che siano i lavoratori a pagarsi il posto di lavoro quando stanno già pagando la crisi. La Fiat sta insomma cercando di fare passare nel nuovo contratto di lavoro e in azienda le nuove normative varate dal governo che prevedono, in caso di contrasto, il ricorso ad un arbitrato piuttosto che al giudice del lavoro, svuotando quindi di sostanza le norme dello Statuto dei lavoratori del 1970. E’ inaccettabile, ha replicato Airaudo, che i dipendenti debbano rinunciare alla possibilità di difendersi e di migliorare le proprie condizioni di lavoro. La Fiat, ha concluso, non sta proponendo qualcosa che riguarda Pomigliano o Torino, ma un nuovo modello di relazioni sindacali.
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El Pueblo Se Levanta! |
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OSWALDO BOT
Legionario del Forum
    

Regione: Emilia Romagna
Prov.: Piacenza
Città: Piacenza
2896 Messaggi |
Inserito il - 14 giugno 2010 : 10:55:38
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| Esse.Enne. ha scritto:
Non so se qualcuno di voi ha letto gli articoli del Sole24ore (quotidiano di Confindustria) di ieri e oggi sulla vicenda Pomigliano...da mettere i brividi (per noi operai)...vogliono veramente riportare le condizioni di lavoro a quelle dell'800 e al momento non sembrano esserci forze politiche-sindacali-sociali in grado di fermarli. E Tremonti, oggi, al convegno della CISL, ha ribadito il punto di vista del governo, che in questa fase coincide con quello della Fiat: "il modello di accordo per Pomigliano è la via da seguire", ha detto il ministro...e ha chiamato tutto ciò "economia sociale di mercato". Cosa ci sia di "sociale" in un ricatto che pone i lavoratori di fronte al dramma di dover "scegliere" tra la delocalizzazione e conseguente perdita del lavoro o l'accettazione di condizioni lavorative da terzo mondo lo sa solo il truffatore Tremonti...
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Scandaloso....Mi piacerebbe vedere Marchionne e gli Elkann vedersi minacciare di espropriazione... |
PLACENTIA "Urbs Aemiliae Princeps" |
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biomirko
Legionario del Forum
    

Prov.: Milano
Città: Cinisello Beach
2526 Messaggi |
Inserito il - 14 giugno 2010 : 11:28:21
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| OSWALDO BOT ha scritto: Scandaloso....Mi piacerebbe vedere Marchionne e gli Elkann vedersi minacciare di espropriazione...
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...gli facciamo mandare una lettera da Chavez???

nazionalizzazione della FIAT ed espropriazione coatta dei beni degli Elkann... quel tossico di Lapo a lavorare in catena di montaggio insieme a sua cugina... e tutti gli altri dell'eletta famiglia deportati in Madagascar... ah... se solo avessimo qualcuno con le palle al governo. |
"Vivere della colpa altrui è il modo più basso di vivere a spese degli altri. Vivere di ammende e tangenti è il modo più ignobile di fare bottino, ma essi hanno vissuto sempre così." (Carl Schmitt, 1947)
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Donchisciotte
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106 Messaggi |
Inserito il - 14 giugno 2010 : 11:36:52
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| biomirko ha scritto:
| | OSWALDO BOT ha scritto: Scandaloso....Mi piacerebbe vedere Marchionne e gli Elkann vedersi minacciare di espropriazione... |
...gli facciamo mandare una lettera da Chavez??? nazionalizzazione della FIAT ed espropriazione coatta dei beni degli Elkann... quel tossico di Lapo a lavorare in catena di montaggio insieme a sua cugina... e tutti gli altri dell'eletta famiglia deportati in Madagascar... ah... se solo avessimo qualcuno con le palle al governo. |
Ahahaha...magari! |
Sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte... |
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